Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Meeting di Rimini, ha espresso una chiara contrarietà all’applicazione di tasse sugli extra profitti nel settore degli idrocarburi, preferendo un dialogo e un contributo concordato tra le aziende del comparto, seguendo l’esempio già visto con banche e assicurazioni. Tajani ha ribadito che un confronto è necessario nel contesto economico attuale, pur evitando la terminologia di ‘extra profitto’.

Relativamente ai rapporti transatlantici, Tajani ha dichiarato che non vi sono fratture con gli Stati Uniti: i confronti tra alleati rientrano nella normalità e le relazioni rimangono fondamentali per la sicurezza occidentale. Il recente vertice NATO di Ankara avrebbe confermato l’importanza del dialogo per rafforzare l’Alleanza. Ricorda inoltre che la collaborazione Italia-Stati Uniti non dipende dai singoli presidenti e si basa su valori e interessi comuni. Di recente è stata firmata una dichiarazione sulla ‘Pax Silica’, mirata a sviluppare sicurezza nei semiconduttori avanzati e nell’intelligenza artificiale.

Sulla crisi in Ucraina, il ministro ritiene che si sia aperto uno spazio negoziale favorito sia dai risultati ucraini sia dalle difficoltà russe, ma sottolinea la necessità di prudenza a causa delle incertezze sulle intenzioni della Russia e dei continui attacchi contro la popolazione e le infrastrutture ucraine. Per Tajani è essenziale mantenere il sostegno a Kyiv e continuare a fare pressione su Mosca, confermando l’appoggio italiano all’ultimo pacchetto europeo di sanzioni. Il negoziato con la Russia, secondo Tajani, dovrà in ogni caso rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e dovrà coinvolgere sia Kyiv che l’Europa nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale.

Tajani respinge la contrapposizione tra difesa e politiche sociali, sostenendo che la sicurezza è indispensabile per il mantenimento del modello sociale italiano. Precisa inoltre che il sostegno alla difesa ucraina non comporta una sottrazione di risorse al welfare. L’Italia ha destinato oltre 3,2 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina, includendo aiuti umanitari, ricostruzione, energia e sviluppo, e ha confermato la volontà di continuare su questa linea sia nell’Unione Europea che a livello internazionale.