A seguito dei colloqui tra l’inviato statunitense Jared Kushner e i leader di Hamas in Egitto, una delegazione del Board of Peace e rappresentanti americani si sono incontrati a Gerusalemme con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere il Piano per Gaza. L’incontro si è tenuto nel giorno delle primarie del Likud. In una intervista a Fox News, il presidente Trump ha invitato Israele a non attaccare Gaza, affermando che Hamas ha accettato di deporre le armi, linea condivisa dalla Casa Bianca, la quale escluse omicidi mirati come parte del processo di pace; tale posizione sembra essere già stata accolta da Netanyahu, come indica il calo recente dei raid militari israeliani. Tuttavia, il ministro ultranazionalista Itamar Ben Gvir ha espresso pubblicamente disaccordo, chiedendo l’intensificazione degli omicidi mirati a Gaza.
Alla riunione hanno partecipato esponenti di rilievo: Nickolay Mladenov e Tony Blair del Board of Peace, il capo dello Shin Bet David Zini e il direttore dell’intelligence militare Shlomi Binder per Israele, e l’ambasciatore americano Mike Huckabee. Secondo fonti di Channel 12, è stato stabilito che la ricostruzione di Gaza potrà avvenire solo dopo il totale disarmo di Hamas e la consegna delle armi a una forza internazionale di stabilizzazione (ISF), a guida USA. Una fonte del Board ha confermato che esiste accordo sulla smilitarizzazione completa della Striscia, prima di prevedere un eventuale ritiro israeliano.
Kushner ha ribadito che non ci sarà alcuna ricostruzione senza smilitarizzazione, sottolineando la mancanza di fiducia in Hamas. Gli Stati Uniti, però, sostengono di essere pronti a valutare segnali concreti di disarmo, mentre Israele resta scettico sulla possibilità che Hamas deponga le armi. Le parti hanno discusso la possibilità di un meccanismo per verificare e autorizzare eventuali attacchi israeliani, con presenza militare USA.
Netanyahu ha dichiarato che sono stati istituiti due gruppi di lavoro: uno per la smilitarizzazione di Gaza, da completare rapidamente prima di qualsiasi ricostruzione, e un secondo dedicato ai servizi igienico-sanitari dell’enclave. Nonostante i progressi nei colloqui, permangono divergenze sull’effettivo disarmo di Hamas, mentre video diffusi in rete mostrano manifestanti armati durante funerali nel nord della Striscia, segnalando la presenza di molte armi tra la popolazione.
