Il corpo di Pamela Genini, 29 anni, uccisa nell’ottobre 2025 a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin con oltre 30 coltellate, è stato profanato nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. Durante il trasferimento della salma in cappella di famiglia, gli operai hanno notato anomalie sulla bara, come viti saltate e silicone sui bordi. Dopo l’apertura, la macabra scoperta: la testa della giovane era stata staccata e portata via. La Procura di Bergamo, guidata da Maurizio Romanelli, ha avviato un’indagine per vilipendio di cadavere e furto della testa, reato previsto dall’articolo 411 del codice penale con pene da due a sette anni, aumentate in caso di profanazione in cimitero.
Pamela era stata uccisa nel suo appartamento di via Iglesias, quartiere Gorla a Milano, da Soncin, già arrestato in passato per truffa e con precedenti per aggressioni. L’uomo la perseguitava da mesi, aveva violato la sua abitazione con una copia delle chiavi e minacciato di morte lei e sua madre. I vicini avevano chiamato i soccorsi dopo aver sentito le urla. Prima di essere uccisa, Pamela aveva inviato messaggi di paura a un amico. Soncin era stato arrestato poco dopo, con accuse di omicidio aggravato e stalking.
