La tendenza delle bevande funzionali si rinnova con la ‘protein coffee’, ovvero caffè arricchito di proteine, che consente ai consumatori di unire la tradizionale tazza mattutina all’apporto proteico. Questa soluzione ha trovato particolare riscontro tra appassionati di fitness, professionisti con poco tempo e adulti maturi che desiderano aumentare l’assunzione di proteine senza cambiare radicalmente la dieta.
Darcy Haggith, microbiologo e fondatore del marchio canadese Polar Joe, ha iniziato sperimentando a casa l’aggiunta di proteine in polvere all’espresso per rendere la colazione più nutriente, portando poi sul mercato una miscela che fornisce 21 grammi di proteine e 9 grammi di zucchero a porzione.
Secondo la dietista statunitense Lee McIntyre, il caffè proteico può rappresentare una soluzione pratica, in particolare per chi ha difficoltà a consumare una colazione tradizionale o per chi ha superato i 40 anni e necessita di un maggior apporto proteico per mantenere la massa muscolare e favorire l’invecchiamento sano. Tuttavia, McIntyre sottolinea che non deve sostituire un pasto bilanciato, composto idealmente anche da carboidrati ricchi di fibre e altri nutrienti.
Il dibattito sul consumo di protein coffee riflette l’attenzione crescente su quante proteine si assumono e sulla loro distribuzione nella giornata: spesso la colazione viene trascurata come occasione per integrare proteine. Haggith fa notare che il corpo non immagazzina proteine come avviene per grassi e carboidrati, perciò l’assunzione regolare acquisisce particolare importanza, soprattutto con l’avanzare dell’età.
McIntyre consiglia di valutare questi prodotti anche rispetto a zuccheri, calorie e caffeina, guardando l’intero profilo nutrizionale più che alle sole indicazioni frontali sulle confezioni. La protein coffee rappresenta, quindi, un supporto per una dieta equilibrata, soprattutto per chi fatica a seguire una ricca colazione, ma non dovrebbe essere considerata una soluzione unica né completa.
