Il Cremlino ha riaffermato la propria determinazione a vincere il conflitto in Ucraina, sottolineata da recenti dichiarazioni del portavoce Dmitry Peskov. Nonostante ciò, emergono segnali di movimenti sul fronte dei negoziati: Steve Witkoff e Jared Kushner, già coinvolti in colloqui con Donald Trump, sono attesi presto a Mosca per riattivare il dialogo, come annunciato dal consigliere di Putin, Yuri Ushakov.

Intanto a Bruxelles si nota una crescente stanchezza anche da parte russa rispetto al protrarsi della guerra. L’ultima parata del 9 maggio è stata ridotta e segnata da maggiori misure di sicurezza, sintomo di tensioni rilevate anche dai servizi europei che riportano notizie di malcontento tra la popolazione russa per la guerra e la situazione economica.

Sul campo, l’offensiva russa pare rallentata, mentre l’Ucraina ha rafforzato le sue capacità militari, anche grazie all’approvazione di un prestito UE da 90 miliardi di euro. L’11 maggio scadrà la tregua di tre giorni fra Mosca e Kiev, senza segnali di proroga.

Nel dibattito europeo, il presidente del Consiglio Antonio Costa ha dichiarato che il dialogo con Mosca verrà preso in considerazione al momento opportuno. Putin ha proposto l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come possibile mediatore, scelta accolta con freddezza da Berlino, che ritiene la proroga della tregua un banco di prova per la credibilità russa. Il ruolo di Schroeder è discusso anche all’interno della SPD, il suo partito storico, che invita a valutare l’ipotesi con attenzione insieme ai partner europei.

Alcuni leader UE come Bart De Wever ed Emmanuel Macron considerano la riapertura di un canale con il Cremlino necessaria per garantire una pace duratura e rispettosa della sovranità ucraina. Tuttavia, l’UE intende negoziare solo in una fase avanzata dei colloqui di pace. Altre voci, come quella del premier slovacco Robert Fico e della Lega italiana, sottolineano l’importanza di non ignorare le aperture di Mosca.

Il tema negoziati dovrebbe essere discusso in occasione della prossima riunione del Consiglio Affari Esteri europeo, anche se non è inserito formalmente nell’ordine del giorno.