QUANDO L’IRONIA SCIVOLA SUL’OLIO.
SESSISMO Di PRIMA SPREMITURA.
L’olio, le donne e l’umorismo che non fa ridere.
Cari lettori e soprattutto lettrici, vi trascrivo fedelmente il brano più applaudito del recital di Pierpi,
messo in scena all’Ogghiu Pantisco Fest, per apprezzarne tutte le sfumature ludiche che forse ad
alcuni, presi nel tourbillon agri-cultural-erotico, sono sfuggite.
Titolo: “Olio + donne + acidità (risatina)… fine”.
In effetti come titolo è rappresentativo. Il sessismo in version limited edition, giudicante, ma con il
sorriso, per imbellettarsi.
“L’olio è per natura leggermente acido, ma più bassa è la sua acidità, migliore e più delicata è la
sua qualità. Un’acidità può risultare aspra, meno piacevole”.
È il ritorno del premio: “Miglior donna in punta di piedi”. Prossima categoria: “Miglior donna che
non risponde mai inopportunamente e sorride alle tue battute”. Una donna con opinioni forti
rovina il sapore delle giornate, fa la morchia: meglio fruttata, leggera, accondiscendente.
“Come l’olio anche la donna gioca con l’equilibrio tra dolcezza e acidità, capace di stuzzicare i
sensi senza mai risultare troppo invadente, (sguardo ammiccante verso il pubblico) forse… “
Ah, ecco, finalmente il menu degustazione della femminilità, dolce ma non stucchevole, in grado
di solleticare il fringuello maschio, ma con discrezione, se no il poveretto somatizza.
“La donna, come l’olio di qualità, è un gioco, capace di far vibrare ogni essere che le si avvicina
con la sua forza e delicatezza con la sua natura complessa e irresistibile.”
Dalla cucina alla scatola dei giocattoli. La versione premium vibra, quella basic serve solo a dare
un minimo di conforto alla virilità, su richiesta. Forza e delicatezza, l’entry level dello stereotipo
femminile, elevato a virtù: una tigre domestica, può mordere ma meglio quando lecca. L’idea che
la donna debba dosarsi, per risultare irresistibile al palato maschio, è paternalismo puro,
extravergine.
“La donna è olio, l’olio è la donna”.
Tautologia a Km zero. Una spolverata di oggettificazione.
Non sorprende che pensieri così felicemente fallocentrici, travestiti da umorismo, siano motivi di
diletto al Caffé Guerbois o nei migliori bar di Caracas, ove tutti quelli che applaudivano ieri
potrebbero riunirsi per discutere d’arte ed usi lubrificanti dell’ogghiu pantiscu. Sorprende, però,
che ciò sia patrocinato, promosso e accolto con ilarità in un contesto istituzionale, che ama poi
fregiarsi altrove di un’attenta comunicazione sulla parità di genere.
Vorrei rammentare che le
donne non sono un condimento, se mai un |piatto forte.
Ben vengano l’ironia, la provocazione e
persino la maleducazione, se scuotono le coscienze, ma se il risultato è una macchietta, direi che l’obiettivo non è stato bucato.
Peccato, forse bastavano un po’ più d’esperienza e sensibilità nel mettere l’olio dove serve.