Le tariffe del gas subiscono un incremento medio del 13% rispetto a gennaio, con un aumento annuo di 180 euro per le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato libero, raggiungendo picchi fino al 45%. Secondo Assium, ciò è dovuto sia al ritiro delle offerte a prezzo fisso che ai rincari applicati dalle aziende fornitrici. Oggi le offerte a prezzo variabile risultano più vantaggiose (+6,4%). Solo il 17% delle offerte destinate alle famiglie è a prezzo fisso; questa quota scende al 7% per le Pmi, rendendo difficile per le aziende proteggersi dalle oscillazioni del mercato.

Nonostante la riduzione delle accise, i prezzi dei carburanti rimangono elevati. Il gasolio self costa in media 1,965 euro/litro, la benzina 1,713 euro/litro; sulle autostrade il diesel raggiunge i 2,032 euro/litro. I listini più alti si registrano in Campania e Molise. Il Codacons evidenzia che l’aumento del prezzo industriale dei carburanti riduce l’efficacia dello sconto sulle accise, con un risparmio effettivo inferiore rispetto alle attese: per il gasolio il calo è di 13,8 cent/litro contro una riduzione della tassazione di 24,4 cent, per la benzina la diminuzione è di 15,4 cent/litro. Secondo l’UNC, le riduzioni regionali variano da -12,6 a -19,7 cent/litro per il gasolio e da -14,4 a -19,7 per la benzina, con tempistiche di adeguamento non omogenee e un mancato allineamento ai livelli teorici previsti.

Il decreto governativo per calmierare i prezzi dei carburanti esclude il settore agricolo, come sottolinea Confagricoltura Sardegna. La categoria lamenta una forte crescita del prezzo dei fertilizzanti, soprattutto dell’Urea, aumentata di oltre il 50%. Questo fertilizzante è fondamentale per molte colture e la sua mancanza preoccupa sia a livello nazionale che internazionale. All’aumento dei costi energetici si aggiungono quelli dei trasporti, aggravati soprattutto in ambito marittimo.

La Cgia di Mestre segnala che nonostante l’intervento sulle accise, il gasolio è salito del 20,9% (+34 cent/litro) dall’inizio del 2026, la benzina del 3%. Un pieno per un autocarro sotto le 7,5 tonnellate ora costa 172 euro in più rispetto a dicembre 2025. L’incremento incide sui costi operativi di taxi, autobus e NCC, così come sugli agenti di commercio e gli autotrasportatori, particolarmente concentrati nella dorsale adriatica.

Infine, United Airlines ha ridotto la capacità di volo a causa dell’aumento del costo del carburante, conseguente al conflitto in Medio Oriente. Negli ultimi 21 giorni il prezzo del greggio è salito a circa 100 dollari al barile e, secondo la compagnia, potrebbe arrivare a 175 dollari entro il 2027, con un incremento di spesa di 11 miliardi di dollari.