La tempesta geomagnetica iniziata il 19 gennaio si è nuovamente intensificata, raggiungendo il livello G4 secondo il Centro di previsione meteorologica spaziale della Noaa, un valore molto elevato che può interferire con infrastrutture elettriche, satelliti, comunicazioni radio e sistemi di navigazione satellitare. Al momento, non sono stati segnalati danni.

L’evento è stato causato dall’arrivo di una veloce espulsione di massa coronale (CME) associata a un brillamento solare di classe X1.9 avvenuto il 18 gennaio. La CME ha viaggiato tra i 1.000 e i 1.400 chilometri al secondo, circa tre volte la velocità media, raggiungendo la Terra in circa 25 ore. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio sono state osservate aurore in gran parte dell’Europa, inclusa l’Italia, grazie a condizioni favorevoli come l’assenza della luce lunare.

Oltre alla tempesta geomagnetica, si è verificata anche una tempesta di radiazioni solari ancora in corso, innescata da una potente eruzione solare. Questa ha portato una nube di particelle cariche, soprattutto protoni, che hanno viaggiato fino a decine di migliaia di chilometri al secondo, raggiungendo la Terra in meno di 30 minuti e mantenendosi attive per giorni. Questa tempesta di radiazioni ha raggiunto il livello S4, molto elevato sulla scala S1-S5, fenomeno raro secondo la Noaa che non si vedeva dall’ottobre 2003.

Le particelle ad alta energia hanno raggiunto i 1.700 chilometri al secondo, secondo i dati dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), superando quanto previsto dai modelli. L’intensa pioggia di particelle ha raggiunto il picco nella serata del 19 gennaio, classificandosi tra le tempeste di radiazioni più forti nei registri dei satelliti Goes. Secondo l’ESA, questa situazione può influenzare l’attività degli astronauti, soprattutto per chi sarà impegnato nelle missioni lunari Artemis II, e avere un impatto su satelliti, reti elettriche e aviazione.

Le radiazioni solari non sono pericolose per la popolazione a terra grazie alla protezione offerta da campo magnetico e atmosfera, ma possono rappresentare un rischio per gli astronauti e per i voli che raggiungono altitudini elevate, soprattutto sopra i Poli, dove possono causare interruzioni delle comunicazioni radio.

Un’animazione pubblicata dall’ESA e realizzata con immagini del coronografo Aspiics a bordo della sonda europea Proba-3 mostra tre espulsioni di plasma solare avvenute durante una fase di intensa attività il 21 settembre scorso, rappresentando i fenomeni alla base di questi eventi meteorologici spaziali.