La recente uccisione di Alex Pretti, 37 anni, da parte di un agente della polizia di confine a Minneapolis durante un’operazione legata all’immigrazione, ha provocato una profonda spaccatura tra i Democratici del Senato. A seguito dell’episodio, il gruppo guidato dal capo di minoranza Chuck Schumer ha annunciato che si opporrà al disegno di legge per il finanziamento del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), che fa parte di un pacchetto più ampio di sei provvedimenti di spesa federale. Secondo Schumer, ogni tentativo di introdurre “riforme di buon senso” nella legge si è scontrato con l’ostruzionismo dei Repubblicani, rendendo il testo «gravemente inadeguato» per arginare gli abusi dell’agenzia Immigrazione e Customs Enforcement (ICE).

La decisione arriva a pochi giorni dalla scadenza del 30 gennaio per l’approvazione del bilancio federale, accrescendo il rischio di uno shutdown parziale del governo. Ulteriori complicazioni derivano dalla tempesta artica in corso negli Stati Uniti, che ha già costretto il Senato a cancellare le votazioni previste per lunedì.

Prima della sparatoria, alcuni Democratici avevano già annunciato la loro contrarietà al finanziamento del DHS, tra cui i senatori Chris Murphy (Connecticut) e Tim Kaine (Virginia). Anche Catherine Cortez Masto e Jacky Rosen del Nevada hanno espresso opposizione, chiedendo di reagire con fermezza.

Il pacchetto di spesa, così come strutturato, prevede per il DHS finanziamenti completi, accompagnati da restrizioni e obblighi di rendicontazione che potrebbero bloccare fondi in caso di inadempienza. Tuttavia, ogni modifica richiederebbe una nuova approvazione della Camera, che ha già iniziato una pausa fino al 2 febbraio, rendendo più probabile la sospensione parziale delle attività amministrative federali.

La Camera ha approvato il pacchetto in due parti: una con il finanziamento della DHS, l’altra includente settori come sanità, lavoro, istruzione e trasporti. Per ora, i leader repubblicani della Camera escludono di anticipare il ritorno a Washington per modifiche procedurali, anche a causa delle difficoltà logistiche legate al maltempo e ai molteplici impegni dei deputati. Nel caso di shutdown, solo gli enti federali non ancora finanziati ridurrebbero o cesserebbero le proprie attività: tra questi potrebbero rientrare forze armate, controllori di volo e agenti di frontiera.