Il Senato ha approvato la fiducia sul maxiemendamento alla legge di Bilancio, con 113 voti favorevoli, 70 contrari e 2 astenuti. Dopo la votazione, si terrà il Consiglio dei ministri per la Nota di variazione e, successivamente, l’Aula voterà sulla Nota e sulla legge di Bilancio, che poi passerà alla Camera.
La commissione Bilancio ha stralciato dal testo cinque misure: una norma riguardante gli imprenditori condannati per sottopagamento dei dipendenti, due sulle porte girevoli nella pubblica amministrazione, una sul collocamento fuori ruolo dei magistrati e un’altra sul personale della Covip. È stata inoltre riformulata una previsione su un fondo per la promozione del dialogo interculturale e il contrasto all’antisemitismo.
Durante il dibattito, il ministro Luca Ciriani ha sottolineato il senso di responsabilità mostrato anche dalle opposizioni nei momenti complessi dell’iter, rimarcando la compattezza della maggioranza. Al contrario, le opposizioni hanno protestato in Aula esponendo cartelli con la scritta ‘Voltafaccia Meloni’. Il presidente La Russa ha invitato a rimuovere i cartelli, minimizzando l’accaduto.
Il vicepremier Salvini ha negato tensioni con il ministro Giorgetti e si è detto soddisfatto per aver evitato l’innalzamento dell’età pensionabile, sostenendo che non sono stati intaccati i diritti di lavoratori e pensionati. Tra le critiche, Matteo Renzi (Italia Viva) ha definito la manovra ‘brutta senz’anima’, segnalando un aumento della tassazione e una mancanza di visione politica. Anche Tino Magni (Alleanza Verdi e Sinistra) ha contestato la legge come ‘classista’, denunciando il peggioramento delle condizioni per i più fragili. Giorgio Salvitti (Fratelli d’Italia) ha difeso la manovra sottolineando i 22 miliardi stanziati e lo stato dell’economia certificato dall’Ocse, e Carlo Calenda (Azione) ha condiviso l’obiettivo di prudenza sui conti ma ha rilevato l’assenza di una strategia per salari e industria.
Pietro Patton (Per le Autonomie) ha giudicato la manovra poco lungimirante rispetto alle sfide del Paese. Il maxi emendamento ha visto lo stralcio della norma che avrebbe impedito a chi veniva sottopagato di ricevere gli arretrati, tema fortemente criticato sia da AVS che dal Movimento 5 Stelle. Le opposizioni hanno rivendicato la loro azione contro queste misure, accusando il governo di penalizzare i più deboli.
