Il nuovo Codice della strada prevede un giro di vite contro il fenomeno dell’esterovestizione, ovvero l’immatricolazione all’estero di veicoli utilizzati stabilmente in Italia, nota come pratica delle ‘targhe polacche’. Il testo-base della riforma, in discussione con le associazioni di settore fino al 13 settembre, punta a bloccare le finte immatricolazioni di auto straniere. Il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, ha evidenziato che questo fenomeno è molto diffuso soprattutto nel Mezzogiorno, con numerosi casi di elusione degli obblighi assicurativi e amministrativi. Il ministero intende rafforzare i controlli: chi utilizza in Italia un’auto con targa estera dovrà essere tracciabile, assicurare il veicolo con una compagnia italiana o autorizzata e procedere a immatricolazione o registrazione al Reve (Registro veicoli con targa estera). In Campania, in particolare a Napoli, il prefetto Michele di Bari ha disposto controlli mirati e l’applicazione di sanzioni economiche e sequestro dei veicoli irregolari. La regolamentazione delle targhe straniere era già stata affrontata dal 2018 con il decreto Sicurezza e successivamente con l’articolo 93-bis, che vieta la circolazione di veicoli stranieri intestati a residenti italiani da oltre tre mesi e impone l’iscrizione al registro per quelli di residenti all’estero che circolano in Italia più di trenta giorni all’anno. Il nuovo Codice prevede che, una volta iscritti i veicoli al registro, scatterà anche l’obbligo di polizza assicurativa italiana o con una compagnia autorizzata.
Stop alle auto con targa polacca, sarà obbligatoria l’Rc auto italiana
