L’International Bobsleigh and Skeleton Federation (IBSF) ha riscontrato che la nazionale canadese di skeleton ha manipolato il risultato della North American Cup di Lake Placid, New York, svoltasi di recente, impedendo all’olimpionica statunitense Katie Uhlaender di ottenere i punti necessari per qualificarsi ai prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina. Il ritiro di quattro atleti canadesi dalla competizione ha infatti ridotto il punteggio massimo ottenibile, rendendo matematicamente impossibile la qualificazione per Uhlaender, che puntava a partecipare alla sua sesta Olimpiade.

Secondo quanto comunicato dall’IBSF, la decisione dei canadesi è stata intenzionale e mirata a ridurre i punti disponibili per proteggere le proprie quote olimpiche. Bobsleigh Canada Skeleton aveva dichiarato che il ritiro era stato deciso per il benessere e la sicurezza degli atleti, ma una delle atlete del team, Madeline Parra, ha riferito che ai membri della squadra era stato spiegato che la decisione avrebbe permesso al Canada di qualificare due posti olimpici.

Nonostante l’accertamento della manipolazione, l’IBSF non ha preso provvedimenti contro la federazione canadese né modificato i risultati della competizione, spiegando che il codice del Movimento Olimpico non prevede meccanismi per cambiare i record degli eventi senza specifiche sanzioni.

Katie Uhlaender ha criticato la mancanza di conseguenze per chi ha attuato la manipolazione e ha affermato di voler continuare la sua battaglia per ottenere una possibilità di partecipare ai Giochi, portando il caso anche davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport. La statunitense ha ricevuto il sostegno del Comitato Olimpico USA, che ha inviato una lettera al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per chiedere che le venga assegnato un posto ai Giochi. A questa iniziativa hanno aderito anche quattordici altri comitati olimpici nazionali, tra cui Malta, Israele, Corea del Sud, Belgio, Brasile, Giamaica, Danimarca, Olanda, Ghana, Nigeria, Trinidad, Colombia, Lettonia e le Isole Vergini.

Il CIO ha risposto affermando che la questione riguarda l’applicazione dei regolamenti e delle procedure dell’IBSF. Uhlaender ha richiesto inoltre il supporto del vicepresidente statunitense JD Vance durante gli incontri con la dirigenza del CIO in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina, ribadendo l’importanza dell’integrità e dell’etica sportiva.