Nel corso delle gare preliminari della Division 3 del CIF Southern Section in California, AB Hernandez, atleta transgender della Jurupa Valley nata maschio, ha conquistato tre vittorie nette nelle specialità femminili del salto in lungo e triplo. Le sue performance, con margini di vantaggio significativi rispetto alle avversarie, hanno riacceso il dibattito sull’equità nelle competizioni femminili. Molti genitori, atlete e attivisti di Save Girls’ Sports si sono riuniti fuori dalla Yorba Linda High School per esprimere la propria preoccupazione riguardo alle presunte disparità fisiche tra atlete cisgender e transgender. Alcuni sostengono che permettere la partecipazione in base all’identità di genere penalizzi le atlete donne nella corsa a podi, titoli e borse di studio.

La madre di Hernandez, Nereyda, intervistata dal Los Angeles Times, ha attribuito le critiche a motivazioni politiche, dato anche il periodo elettorale, sostenendo che sono spesso gli adulti di fuori a fomentare la protesta, più che le famiglie direttamente coinvolte. Nereyda ha difeso la figlia dagli attacchi, definendo molte reazioni come alimentate da ragioni esterne e non fondate su vere preoccupazioni sportive.

La questione non coinvolge solo l’atletica leggera: sono stati citati anche i casi della nuotatrice Lia Thomas e della pallavolista della San Jose State, Fleming, come esempio di come i vantaggi fisici attribuiti alle atlete transgender alimentino controversie a livello nazionale. Gli oppositori segnalano che le disparità di performance siano troppo ampie da colmare con l’allenamento e chiedono una maggiore tutela delle opportunità per le atlete cisgender.

Le regole attualmente in vigore del CIF consentono la partecipazione in base all’identità di genere dichiarata, posizione sostenuta anche da vari attivisti per l’inclusione. Tuttavia, la discussione resta accesa: la stessa Sophia Lorey, calciatrice, ha descritto come “struggente” la perdita di titoli da parte di atlete donne a favore di concorrenti transgender e ha criticato le dichiarazioni del governatore Gavin Newsom, che ha definito il tema come una questione profondamente ingiusta per l’equità ma ha condannato i toni dei manifestanti più duri.

Il caso di AB Hernandez continua così ad alimentare il confronto tra esigenze di inclusione e difesa dell’equità nelle competizioni sportive femminili in California.