Il deputato Chip Roy ha presentato il PAUSE Act, una proposta per sospendere temporaneamente tutta l’immigrazione negli Stati Uniti, motivando l’iniziativa con il recente caso di frode visti che avrebbe coinvolto dieci cittadini indiani accusati di aver organizzato rapine a mano armata per sfruttare la normativa migratoria. Roy ha inoltre criticato il Senato per il blocco del Save America Act, chiedendo un intervento legislativo urgente per la riforma del sistema di immigrazione, in un contesto di crescente preoccupazione per la presenza di cittadini stranieri nel Paese.

Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha annunciato un’importante estensione delle restrizioni sui visti, concentrata sulle persone che operano per conto di Paesi avversari degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale. Secondo il Dipartimento di Stato, questa politica consente di negare i visti a chi, consapevolmente, sostiene azioni che vanno contro gli interessi americani, incluse attività per ottenere o controllare risorse strategiche, minacciare la sicurezza regionale, danneggiare l’economia o l’integrità democratica della regione. Anche i familiari delle persone colpite da queste restrizioni non potranno entrare negli Stati Uniti. Sono già state applicate restrizioni a 26 individui nell’area interessata.

Negli ultimi mesi, il governo ha adottato diverse misure per limitare la concessione di visti a livello globale, incluse restrizioni per persone di decine di Paesi indicati dal Dipartimento di Stato. Tuttavia, queste politiche sono state oggetto di critiche da parte di associazioni per i diritti civili, secondo cui la definizione delle attività proibite è troppo generica e rischia di complicare l’identificazione dei soggetti coinvolti e le loro garanzie di difesa. Le associazioni sottolineano inoltre che politiche basate sull’origine nazionale ostacolano la diversità e la partecipazione di comunità internazionali negli Stati Uniti.