Il presidente Donald Trump ha criticato duramente le politiche climatiche democratiche in seguito all’abbandono da parte degli scienziati di uno degli scenari di riscaldamento globale più estremi, precedentemente utilizzato nei modelli climatici delle Nazioni Unite. Secondo Trump, per anni i democratici hanno usato la paura legata al cambiamento climatico per giustificare politiche energetiche e spese pubbliche, sottolineando che le proiezioni del principale comitato climatico dell’ONU sull’aumento delle emissioni (RCP8.5, poi SSP5-8.5) si sono rivelate inesatte rispetto alle attuali tendenze verso le energie rinnovabili e alle recenti politiche in materia di emissioni.

La decisione della comunità scientifica di abbandonare lo scenario RCP8.5 è stata motivata dal fatto che non rappresenta più l’andamento più plausibile dell’evoluzione climatica. Studi pubblicati sulla rivista Geoscientific Model Development suggeriscono di mantenere una gamma di possibili scenari futuri, ma sottolineano che i livelli estremi di emissioni sono oggi considerati poco probabili.

Le dichiarazioni di Trump, che già in passato aveva definito il cambiamento climatico una “truffa” durante un intervento presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, hanno suscitato reazioni tra i democratici. In particolare, l’ex segretario di Stato Hillary Clinton ha definito tali affermazioni “una totale disinformazione” nel corso di un intervento pubblico, ribadendo che negare il cambiamento climatico non rispecchia la realtà dei fatti.

In difesa del presidente, il responsabile dell’Agenzia per la protezione ambientale (EPA), Lee Zeldin, ha sostenuto che molte politiche legate alla lotta al cambiamento climatico siano dannose dal punto di vista economico, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione.