Almeno 15 persone sono morte e circa 20 sono rimaste ferite negli attacchi missilistici russi che hanno colpito Kiev e la sua regione. Secondo l’amministrazione militare della capitale ucraina, le forze russe hanno utilizzato missili balistici, provocando almeno sei esplosioni in città e l’attivazione del sistema di difesa aerea. Raid russi hanno anche colpito l’ospedale pediatrico regionale di Zaporizhzhia, danneggiando la struttura ma senza causare vittime grazie all’evacuazione anticipata di bambini e personale sanitario. L’attacco è stato compiuto con un drone Molniya e le esplosioni sono state udite in vari quartieri della città.

In Crimea, vicino a Sebastopoli, un soldato russo ha aperto il fuoco uccidendo quattro persone, tra cui militari e civili. Inoltre, sono stati registrati almeno otto morti, tra cui due bambine ucraine, nei bombardamenti incrociati tra forze russe e ucraine. A Sumy, una donna e due bambine, rispettivamente di 5 e 10 anni, sono state uccise da bombe guidate russe; a Mykolaiv è deceduta una donna di 89 anni a seguito di un attacco.

L’esercito ucraino sta intensificando i propri attacchi a lungo raggio contro obiettivi in Russia, colpendo impianti petroliferi e siti logistici. A Mosca, un attacco di droni su una zona industriale nel distretto di Chekhov ha causato cinque vittime e sei feriti; altri incendi si sono verificati nei siti della società Wildberries nelle regioni di Leningrado e Tver. Nella regione di Lugansk, sotto controllo russo, due civili sono stati uccisi e quattro feriti in nuovi attacchi ucraini.

Resta alta l’allerta anche sul Mar Nero: la Turchia ha denunciato l’attacco da parte di droni contro due sue navi, ferendo alcuni membri dell’equipaggio, tra cui cittadini turchi. Ankara invita a misure urgenti per garantire la sicurezza della navigazione. Intanto, sale a 8 il numero dei bambini uccisi e a 58 quello dei feriti nell’attacco su una spiaggia russa a Gelendzhik avvenuto il giorno precedente.

Il conflitto in Ucraina è stato oggetto di una telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente brasiliano Lula da Silva, con quest’ultimo che ha ribadito l’intenzione di promuovere soluzioni diplomatiche.