Le quotazioni del petrolio sono in crescita a causa del conflitto in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Brent sale dell’1,9%, sfiorando i 103 dollari al barile, mentre il WTI aumenta dell’1,7% raggiungendo 97,4 dollari. In rialzo anche il prezzo del gas naturale sul mercato TTF, con un incremento dell’1,42% a 51,5 euro per megawattora. La Commissione europea conferma la validità delle sanzioni UE e del tetto ai prezzi sul petrolio russo, sottolineando che non è il momento di allentare la pressione su Mosca. La portavoce dell’UE, Paula Pinho, precisa che la deroga concessa dagli Stati Uniti riguarda solo petrolio russo già in viaggio.
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, esprime preoccupazione per la decisione unilaterale degli USA di revocare temporaneamente parte delle sanzioni, sottolineando rischi per la sicurezza europea e la necessità di mantenere alta la pressione economica sulla Russia. Secondo l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev, la deroga americana coinvolge circa 100 milioni di barili, equivalenti a un giorno di produzione mondiale. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha precisato che la misura è temporanea e circoscritta al petrolio già in transito, senza apportare benefici significativi alla Russia. Il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, afferma che l’obiettivo è la stabilità dei mercati e il contenimento dei prezzi.
Il Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov, sostiene che una stabilizzazione del mercato energetico globale senza la produzione russa sia impossibile, valutando positivamente la temporanea revoca delle restrizioni da parte americana per favorire la stabilità. L’Unione europea ha chiesto all’Agenzia internazionale per l’energia una valutazione sull’impatto del rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, precisando che attualmente non esistono rischi di approvvigionamento, con le scorte di petrolio e gas europee a livelli elevati.
Ue: ‘La decisione Usa sul petrolio russo incide sulla sicurezza europea’
