La premier Giorgia Meloni è tornata a Palazzo Chigi dopo una breve pausa per confrontarsi con i suoi collaboratori sui principali temi internazionali. Tra le questioni affrontate, la crisi in Venezuela e le intenzioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia, con il governo italiano che ribadisce il proprio sostegno alla sovranità danese e considera improbabile un’azione di annessione da parte americana. Si discute inoltre della necessità di una maggiore presenza occidentale nell’Artico, dove Russia e Cina hanno rafforzato la loro attività militare. Sul fronte interno, Meloni ha organizzato una videochiamata con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini per definire la linea dell’esecutivo, dopo alcuni giorni di tensioni e divergenze, specialmente tra i leghisti in relazione all’Ucraina e al Venezuela. Tajani ha sottolineato il ruolo dell’Unione Europea nel garantire l’indipendenza della Groenlandia, avanzando la proposta di rafforzare la difesa comune, mentre Maurizio Gasparri (FI) ha espresso preoccupazione per possibili interventi statunitensi. Tajani riferirà in Parlamento il 13 gennaio sia sulla crisi venezuelana che sulla tragedia svizzera, accogliendo la richiesta di chiarimenti avanzata da maggioranza e opposizioni. Le opposizioni attaccano il governo, accusando Meloni di assenza sulla vicenda venezuelana, mentre dal Partito Democratico si richiama un’applicazione coerente del diritto internazionale anche rispetto alla Groenlandia.
Venezuela e Ucraina, Meloni fa il punto con Tajani e Salvini
