Il recente blitz statunitense in Venezuela, con la cattura di Nicolas Maduro, ha attirato l’attenzione internazionale sull’America Latina. Tuttavia, gli Stati Uniti continuano a sostenere l’Ucraina, senza segnali di disimpegno. A Kiev si è svolta la prima riunione dell’anno sulla situazione ucraina, coinvolgendo i consiglieri per la sicurezza di quindici Paesi, tra cui l’Italia rappresentata da Fabrizio Saggio, oltre a Ue e Alleanza Atlantica. Gli incontri, guidati dagli emissari di Zelensky, hanno permesso di riaffermare l’importanza dei “documenti quadro” relativi al nuovo piano di pace e alle garanzie di sicurezza, in vista dei prossimi passi congiunti. Il capo di stato maggiore ucraino Andriy Hnatov ha comunicato l’accordo con gli Stati Uniti su un documento militare in quattro capitoli sui meccanismi di supporto all’Ucraina, focalizzato su approvvigionamento, modernizzazione dell’esercito e monitoraggio degli accordi. L’obiettivo di Kiev è coordinare rapidamente nuove misure di sostegno con gli altri Paesi e rafforzare l’economia nazionale.

Volodymyr Zelensky ha ringraziato i partner internazionali per l’appoggio ricevuto, affermando che tutti i documenti per una soluzione pacifica sono stati condivisi, anche se alcuni devono essere finalizzati. Ha inoltre avvertito che la difesa ucraina continuerà se la Russia ostacolerà la diplomazia. Il prossimo incontro tra i capi di Stato Maggiore sarà il 5 gennaio, seguito il giorno dopo dal vertice dei leader della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, con la partecipazione di Giorgia Meloni.

Intanto, prosegue il rimpasto nel governo ucraino: Zelensky ha nominato Kyrylo Budanov capo dell’Ufficio presidenziale, Mykhailo Fedorov alla Difesa e Denys Shmyhal come nuovo ministro dell’Energia. Secondo Zelensky, Shmyhal potrà garantire il rapido ripristino delle infrastrutture energetiche danneggiate e uno sviluppo stabile del settore.