Il risultato del recente referendum provoca un’ondata di dimissioni nel governo. Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, e Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero, si sono dimessi dopo richiesta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ringraziato entrambi per il lavoro svolto. Meloni ha chiesto le dimissioni anche a Daniela Santanchè, ministra del Turismo, coinvolta in un processo per presunto falso in bilancio sulla società Visibilia e in un’indagine per bancarotta, ma la ministra per ora resiste e mantiene i propri impegni istituzionali.
Queste dimissioni si aggiungono a quelle di altri esponenti di governo degli ultimi mesi, tra cui Vittorio Sgarbi, Augusta Montaruli e Gennaro Sangiuliano, portando a cinque i membri dimissionari, la maggior parte dei quali appartiene a Fratelli d’Italia. Nel caso di Delmastro hanno pesato rapporti d’affari con la figlia di Mauro Caroccia, mentre per Bartolozzi hanno inciso le sue dichiarazioni sulla magistratura durante la campagna referendaria e la gestione di alcune questioni ministeriali.
Il ministro Carlo Nordio ha dichiarato di assumersi la responsabilità politica della sconfitta referendaria, ammettendo errori nella comunicazione e nell’impostazione della riforma. Delmastro ha riconosciuto una leggerezza nei suoi comportamenti, affermando di aver rimediato non appena ne è venuto a conoscenza.
Le opposizioni applaudono alle dimissioni ma le giudicano tardive e chiedono che anche Santanchè lasci l’incarico. Alcuni esponenti politici, come Giuseppe Conte e Riccardo Magi, sollevano quesiti sulla stabilità del governo e sulle possibili future dimissioni di altri ministri.
