Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sono in vigore le nuove norme che regolano caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica funzionale degli autovelox per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. Le regole, valide su tutto il territorio nazionale, causano l’immediato spegnimento di 850 dispositivi privi di omologazione, che potranno tornare in funzione solo dopo averla ottenuta. Rimangono invece attivi 3.150 autovelox già conformi ai requisiti previsti.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha sottolineato come la nuova disciplina ponga fine ad anni di incertezza e polemiche circa la validità giuridica delle multe emesse da apparecchi non omologati. Diversi pronunciamenti della magistratura avevano infatti evidenziato il problema della distinzione tra semplice approvazione tecnica e omologazione, facilitando il moltiplicarsi dei ricorsi dagli automobilisti contro le amministrazioni locali.
Secondo Assoutenti, il 71% degli autovelox installati erano non a norma; per quelli approvati tecnicamente (ma non omologati) prima di giugno 2017, la normativa prevede ora la verifica della documentazione o l’esecuzione di test e tarature per ottenere la regolarizzazione. Gli autovelox approvati dal ministero dopo giugno 2017 sono omologati automaticamente.
Nel 2023, il numero di multe legate agli autovelox è diminuito dell’8,9% rispetto all’anno precedente, con un incasso comunale di 56,5 milioni di euro. Firenze guida la classifica degli incassi con 19,7 milioni, seguita da Bologna (9,2 milioni), Milano (6,9 milioni), Genova (4,8 milioni), e Palermo (4,2 milioni). Roma ha dimezzato gli introiti, Bari ha registrato un calo del 73%, mentre Trieste quasi azzerato (-94,4%). Invece, ad Ancona le entrate sono cresciute del 116%, seguita da Genova (+54%) e Cagliari (+42%). In alcuni piccoli comuni si segnalano incassi elevati: 5,3 milioni a Galatina in Puglia, 2,7 milioni nei comuni attraversati dalla ‘telesina’ in Campania e oltre 2 milioni a Colle Santa Lucia sulle Dolomiti.
Codacons ha commentato che il decreto giunge con forte ritardo, dopo il caos seguito alla decisione della Cassazione nell’aprile 2024, che ha dichiarato nulle le sanzioni emesse da dispositivi non omologati, aprendo una vasta controversia tra automobilisti e amministrazioni locali.
