Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, stabilito dal memorandum di giugno e già naufragato dopo poche settimane, è formalmente concluso mentre il conflitto avviato il 28 febbraio resta in una situazione di stallo. Donald Trump starebbe valutando una strategia per uscire dall’impasse senza danneggiare le elezioni di midterm. Intanto l’Iran ha intensificato le minacce contro gli alleati americani, sia nel Golfo Persico sia in Europa.
Secondo il Financial Times, Teheran avrebbe preso in considerazione l’idea di colpire obiettivi militari statunitensi nel Sud e Sudest dell’Europa, qualora Washington decidesse di riprendere gli attacchi. Tra i possibili obiettivi figurano la Bulgaria, che ha autorizzato l’uso della base aerea di Bezmer da parte degli Stati Uniti, e Cipro, dove una base britannica è già stata colpita da un drone a marzo.
La Nato ha ribadito la sua prontezza ad affrontare ogni minaccia, sottolineando la capacità di deterrenza e difesa, e la Bulgaria ha alzato il livello di allerta intorno alla base di Bezmer. Parallelamente, l’Iran avrebbe preso di mira i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz e ha ammonito i Paesi del Golfo contro ogni forma di assistenza alle forze militari statunitensi: secondo il capo di stato maggiore iraniano, alleare logisticamente gli Stati Uniti equivale a partecipare attivamente al conflitto.
Recentemente, gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato il lancio di due missili balistici iraniani verso il proprio territorio, finiti poi in mare. Questo rappresenta il primo episodio di questo tipo dalla firma del memorandum tra Teheran e Washington, anche se la versione iraniana smentisce l’accaduto. In risposta, Dubai ha sospeso gli scambi commerciali e le transazioni finanziarie con la Repubblica islamica fino a nuovo avviso.
