Nell’enciclica Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV affronta il tema dell’intelligenza artificiale (IA) all’interno di una più ampia riflessione sulla dignità umana. Nel testo, l’attenzione viene posta sui rischi dell’IA e delle nuove tecnologie, in particolare quando usate senza riferimento a valori morali e spirituali. Il Papa traccia un parallelo tra la costruzione della Torre di Babele, simbolo di arroganza e disprezzo per il divino che porta alla rovina, e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme, frutto di cooperazione e orientamento al bene comune. L’IA, secondo Leone XIV, può assumere entrambe queste qualità: può favorire la manipolazione e l’omologazione, ma può anche essere usata per rafforzare la dignità umana e la comunità se guidata da principi etici.

Prima di affrontare nello specifico le questioni tecnologiche, l’enciclica ricorda l’equilibrio della dottrina sociale della Chiesa: la sussidiarietà e la solidarietà, la dignità individuale e il bene comune, la legittimità della proprietà privata insieme al valore della destinazione universale dei beni. Questo equilibrio permette dialogo e apertura verso le diverse sensibilità politiche e sociali.

Nel passaggio sulla tecnologia, il Papa richiama il pericolo di un “paradigma tecnocratico” in cui prevalgono efficienza e controllo a discapito della persona. Prende posizione contro una cultura dominata dalla macchina, richiamandosi anche al pensiero di Romano Guardini. L’IA è considerata positiva solo se resta uno strumento nelle mani di persone responsabili e non diventa un fine che riduce l’uomo a mero ingranaggio.

Tra le preoccupazioni maggiori spicca la diffusione di fake news e di informazioni distorte nello spazio digitale, che rischiano di allontanare dalla verità e dalla riflessione critica. Il Papa sottolinea anche il rischio di una perdita di senso e di profondità, con persone che raccolgono molte informazioni senza riuscire a collegarle a un significato più profondo nella vita. Leo XIV evidenzia inoltre gli effetti psicologici negativi legati all’uso eccessivo di schermi, tra cui ansia, depressione e bassa autostima, con richiami alla necessità di una regolamentazione attenta dello spazio digitale, specie nelle forme di sfruttamento dei minori.

Un altro punto centrale riguarda il lavoro: secondo Leone XIV, l’espansione dell’IA potrebbe cancellare milioni di posti e causare crisi spirituali ed etiche, perché il lavoro è parte integrante della realizzazione umana. Il Papa ammonisce che l’economia deve sempre essere subordinata alla persona, mai il contrario.

Viene trattato anche il carattere potenzialmente additivo dei social, progettati per catturare attenzione e dati personali e quindi facilmente utilizzabili per fini di profilazione e manipolazione.

Nell’ultimo capitolo, Leone XIV si sofferma sui temi della pace e della guerra, sostenendo che l’uso delle nuove tecnologie, IA compresa, rende i conflitti armati più probabili ed efficienti. Il Papa invita la Chiesa a promuovere una civiltà dell’amore e ritiene necessario applicare con rigore i criteri della giustizia nelle guerre, pur riconoscendo la necessità di rivederli alla luce dei tempi attuali.