Il decreto legge contro il caro carburanti, approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri, è entrato in vigore questa mattina con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Prevede uno sconto di 25 centesimi al litro per 20 giorni, ma non tutti i distributori hanno applicato immediatamente la riduzione. Il Garante presso il ministero delle Imprese, Benedetto Mineo, ha avviato controlli e trasmesso alla Guardia di Finanza la lista dei distributori che non hanno ridotto i prezzi, con possibili segnalazioni all’Antitrust e rischi di multe o denunce per “manovre speculative”.
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato che la misura è un intervento temporaneo dettato dall’emergenza, ma ha sollevato dubbi sulla sostenibilità in caso di protrarsi della guerra. Il ministero intende avviare un confronto con i concessionari autostradali per chiedere una riduzione dei margini sui carburanti.
Le associazioni dei gestori Faib e Fegica hanno espresso apprezzamento per il taglio delle accise e i controlli, chiedendo però una riforma strutturale del settore. Confartigianato Veneto e l’associazione dei consumatori Adoc giudicano la misura un intervento temporaneo, con una durata troppo breve per le imprese. Assotir vede positivamente il decreto, ma lo definisce incompleto e chiede un credito d’imposta per i Tir euro V e euro VI. Dal settore pesca, Federagripesca, Agci Pesca e Federpesca sollecitano finanziamenti stabili e politiche di sostegno alla transizione energetica. Airlines for Europe chiede all’Unione europea di rinviare gli obblighi sull’uso di carburanti sintetici sostenibili previsti dal 2030.
Sul piano politico, il centrodestra definisce il decreto un aiuto concreto e un segnale di prontezza del governo a favore di famiglie e imprese. Il centrosinistra lo critica come misura elettorale e insufficiente, mentre la Cgil parla anch’essa di provvedimento di natura elettorale.
