Agricoltori e specialisti locali segnalano la presenza crescente della cimice asiatica a Pantelleria. L’insetto, attivo soprattutto in primavera ed estate, minaccia capperi e altre coltivazioni. Si studiano strategie naturali per contenerne la diffusione.
L’avvistamento e le specie coinvolte
Secondo quanto riferito da Giovanni Bonomo, agricoltore e promotore di iniziative di formazione agricola, la cimice asiatica (halyomorpha halys) è stata individuata da tempo sull’isola. Questo insetto, già osservato da diverse persone e da esperti come il professore Bruno Massa, si alimenta succhiando linfa da piante di cappero, frutteti, altre colture e persino vegetazione spontanea presente sull’isola. Un testimone ha recentemente segnalato l’insetto su una pianta di cappero nel centro cittadino.
La sua diffusione segue quella di altre specie aliene, come la Bagrada Ilaris precedentemente rilevata in aree di Scauri, Rekhale e zone vicine. Si ipotizza che la cimice asiatica sia giunta a Pantelleria tramite il movimento di frutta, un mezzo noto anche per altri insetti non autoctoni.
Rischi e tempistiche
La presenza della cimice desta preoccupazione tra i coltivatori locali, specialmente per i danni apportati al cappero, prodotto agricolo di rilievo per l’economia dell’isola. Secondo Bonomo, la cimice mostra una maggiore attività durante la primavera e l’estate, periodi in cui si moltiplicano le segnalazioni e aumentano i rischi per le coltivazioni.
Possibili soluzioni suggerite
Bonomo, che ha recentemente organizzato un corso di “Agricoltura Bionaturale” assieme al Centro Culturale Giamporcaro, condivide alcune strategie discusse durante la formazione. Tra i rimedi naturali valutati, figura il carbonato di calcio addizionato con mandarino, come suggerito da Luigi Rotondo, utile come repellente su scala estesa contro diversi insetti. Si aggiunge anche il trattamento con sapone molle, ad esempio quello di Marsiglia, metodologia che tuttavia richiede un notevole impiego di tempo e risorse.
Bonomo sottolinea la necessità di coordinamento fra enti locali come il Parco e il Comune per valutare approcci di lotta biologica. Con la primavera imminente, si evidenzia la necessità di preparare per tempo le risposte a questa minaccia.
