Il 25 aprile si è caratterizzato per cortei e manifestazioni in molte città italiane. A Milano, il corteo centrale è stato bloccato da proteste dei manifestanti pro-Palestina, coinvolgendo anche lo spezzone della Brigata ebraica. Quest’ultimo è stato allontanato dalla polizia per motivi di ordine pubblico, dopo insulti e contestazioni, tra cui gravi offese antisemite riportate dal deputato Emanuele Fiano. Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, era tra i partecipanti protetti dalle forze dell’ordine.
A Roma, migliaia di persone si sono radunate a Porta San Paolo, sfilando con bandiere rosse, dell’Anpi, della pace, ma anche della Palestina, di Hezbollah e dell’Iran, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. Durante la giornata, si sono verificati momenti di tensione tra manifestanti pro-Ucraina e attivisti di estrema sinistra, con l’uso di spray urticante. Una delegazione di +Europa è stata aggredita e la bandiera ucraina incendiata da un gruppo di violenti, secondo una nota del movimento.
A Palermo, il corteo è partito da via Libertà seguendo la cerimonia istituzionale, con la partecipazione di famiglie, associazioni e un grande striscione pro-Palestina. Durante gli interventi istituzionali, il sindaco Roberto Lagalla è stato contestato dai manifestanti.
A Trieste, la cerimonia per la Liberazione si è svolta alla Risiera di San Sabba, con la deposizione di corone e la partecipazione di autorità civili, militari e religiose. Nel pomeriggio è previsto anche un corteo antifascista promosso da organizzazioni locali.
A Bologna, la celebrazione si è tenuta in piazza del Nettuno, dove il sindaco Matteo Lepore ha ribadito l’importanza dell’unità nazionale e della memoria della Resistenza; anche qui non sono mancate contestazioni da parte di attivisti pro Palestina.
Infine, a Bari, la cerimonia al Sacrario dei Caduti d’Oltremare ha visto il sindaco Vito Leccese ricordare che la Resistenza “non è finita nel 1945” e che il 25 aprile resta una festa unitaria e fondamentale per la democrazia italiana.
