Entrano in vigore nuove regole sulla previdenza complementare. Per i nuovi assunti nel settore privato, con esclusione dei lavoratori domestici, scatta l’iscrizione automatica al fondo pensione previsto dal contratto collettivo o, se assente, al fondo Cometa dei metalmeccanici. L’adesione parte dal primo giorno di lavoro, ma il lavoratore può rifiutare entro 60 giorni. Questa modifica supera la precedente norma del silenzio-assenso. In caso di rinuncia, il lavoratore può scegliere una differente forma di previdenza complementare o mantenere il Tfr in azienda, salvo l’obbligo di trasferimento al Fondo tesoreria Inps secondo le regole sulla dimensione aziendale. Con l’adesione automatica vengono versati al fondo il Tfr accantonato, il contributo del datore di lavoro e quello del lavoratore. I contributi non sono più investiti nel comparto garantito, ma in quello più adatto all’età e all’orizzonte lavorativo dell’iscritto. La contribuzione del lavoratore non è obbligatoria sotto una certa soglia di reddito annuo (per il 2026 pari a 546,24 euro per 13 mensilità). Cambiano anche le modalità di accesso ai capitali accumulati: chi non raggiunge specifiche soglie può avere la liquidazione intera in capitale; vengono introdotte nuove modalità flessibili di erogazione come la rendita temporanea, le prestazioni frazionate e la combinazione tra capitale iniziale e rendita. Per chi non è alla prima assunzione, il datore di lavoro deve informare il lavoratore sugli accordi relativi ai fondi pensione e verificare eventuali scelte precedenti. Se il lavoratore è già iscritto a un fondo pensione, può entro 60 giorni scegliere dove conferire il Tfr; in mancanza di indicazioni scatta di nuovo l’iscrizione automatica.
Da oggi si cambia sui fondi pensione, per i neoassunti scatta l’adesione automatica
