Nelle ultime 24 ore a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, sono stati recuperati dalle unità di frontiera almeno 16 corpi di migranti annegati tentando di raggiungere la città via mare. Il totale delle vittime quest’anno nel tratto di mare tra Marocco e Ceuta sale così a 44. Migliaia di persone di origine magrebina, inclusi donne, bambini e disabili, sono riuscite ad attraversare la frontiera marina e terrestre, cambiando rapidamente il volto della città. Le forze marocchine non hanno fermato il flusso e, nelle ore diurne, si sono viste colonne umane dirigersi verso la doppia barriera di confine. L’episodio ha ricordato l’ondata migratoria del maggio 2021, che causò una crisi umanitaria e diplomatica. Attualmente, il governo spagnolo sta valutando il dispiegamento dell’esercito, mentre l’Unione Europea segue la crisi e l’Italia considera la sospensione di Schengen con la Spagna. Il presidente di Ceuta ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza e il rafforzamento dei controlli. L’Assemblea locale chiede la chiusura temporanea del confine con il Marocco, definendo la situazione come la più grave crisi degli ultimi anni. Tra le cause, povertà, mancanza di prospettive ed effetto dei social network sulla percezione di possibilità di ingresso. Una recente sentenza spagnola, che vieta respingimenti immediati per chi arriva a nuoto, avrebbe incentivato ulteriori tentativi. I residenti si sentono insicuri e descrivono una situazione umanitaria critica, con numerosi dispersi in mare. Le autorità non hanno diffuso stime ufficiali sul numero totale di ingressi. Tra i migranti è stata segnalata anche la presenza della campionessa della nazionale marocchina di pallavolo, Farath.
Emergenza migranti a Ceuta, in migliaia arrivati a nuoto. Scontro Roma-Madrid su Schengen
