La Camera ha respinto nuovamente la proposta di reintrodurre le preferenze nel sistema elettorale, bocciando anche l’emendamento presentato da Futuro nazionale. All’interno della maggioranza si sono registrate divisioni: Fratelli d’Italia, per la prima volta, ha votato con i deputati vicini a Vannacci, mentre Lega e Forza Italia hanno confermato la loro posizione contraria. Il percorso della riforma elettorale continua nonostante la pressione delle opposizioni, che contestano la scelta della maggioranza e lamentano la mancata trasparenza, come la negazione della diretta televisiva sul voto.
Prosegue anche il dibattito sulla parità di genere, con la segretaria del PD Elly Schlein che accusa Giorgia Meloni di aver sacrificato la tutela delle donne per motivi politici. In Aula è stato approvato all’unanimità il voto per i fuorisede. Il relatore Angelo Rossi (FdI) ha lasciato libertà di voto sui due emendamenti rimasti, ma le proposte di modificare la legge in favore delle preferenze sono state comunque respinte.
Il testo della riforma mantiene il passaggio a un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la lista o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti, assegnando 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi. Eventuali modifiche attese al Senato potrebbero portare il testo nuovamente alla Camera, non escludendo il ricorso alla fiducia. Rimane grande incertezza sull’esito del voto previsto per la mattina successiva.
