Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc, eletto con il 68,58% dei voti dai delegati riuniti a Roma. L’ex presidente del Coni, sostenuto da Lega Serie A, Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori, subentra a Gabriele Gravina, dimessosi in seguito all’eliminazione della Nazionale dallo spareggio per i Mondiali contro la Bosnia. All’assemblea era assente sia Malagò che Luciano Buonfiglio del Coni. Giancarlo Abete, sostenuto dai Dilettanti, ha ottenuto il 29,19% dei voti, confermandosi principale esponente di opposizione.

Malagò, romano di 67 anni, ha guidato il Coni dal 2013 al 2025 e ha presieduto il comitato organizzatore dei Giochi di Milano-Cortina 2026, portando a casa successi come le medaglie olimpiche di Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024. Frasi chiave del nuovo presidente sono: ‘Ho sempre avuto un unico e solo scopo: fare grande l’Italia’ e ‘Voglio farvi sentire orgogliosi di andare insieme verso questa nuova epoca del calcio italiano’.

Le priorità indicate sono la ricompattazione del gruppo dirigente, la definizione del progetto tecnico, incluso il ruolo di direttore tecnico per il Club Italia, e la ricostruzione dei rapporti con la politica, attraverso incontri come quello annunciato con il ministro Andrea Abodi. Malagò ha dichiarato di non aver ancora parlato con nessuno per il ruolo di commissario tecnico della Nazionale e intende approfondire la questione dopo aver esaminato la situazione finanziaria della Federazione.

Nel dibattito sull’assemblea, Marotta (Inter) ha evidenziato come non ci fosse un candidato unico dal 2001 e Simonelli (Lega Serie A) ha sottolineato le distanze attuali tra calcio e politica. Marani (Lega Pro) ha auspicato che i proventi delle scommesse siano destinati ai vivai. Abete ha rimproverato a Marani la mancata candidatura, definendolo ‘un ottimo dirigente’. La Uefa, attraverso il vicepresidente Duka, ha invitato la Figc a cogliere l’occasione degli Europei 2032, co-organizzati con la Turchia, per investire in infrastrutture e rendere il torneo memorabile.