I carabinieri del comando provinciale di Palermo, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia diretta dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno eseguito il fermo di 22 persone, di cui 7 già detenute, coinvolte in una serie di reati legati all’escalation criminale registrata negli ultimi mesi nel territorio di Tommaso Natale – San Lorenzo. I provvedimenti riguardano accuse di estorsione, tentata estorsione, detenzione illegale di armi da guerra con aggravante mafiosa, traffico di droga e coinvolgimento in un gruppo che gestiva cocaina, hashish e marijuana nei quartieri di San Lorenzo e Zen 2.
Al centro dell’indagine figura Salvatore Verga, trafficante di droga detenuto a Trani, ritenuto uno dei mandanti dei raid intimidatori tramite ordini impartiti dal carcere con uno smartphone entrato illegalmente in cella. Le comunicazioni tra Verga e i suoi uomini avvenivano tramite messaggi telefonici: uno degli indagati, Salvatore Piazza, riceveva istruzioni direttamente dal detenuto, identificato nella rubrica con l’emoticon di due bombe. In particolare, risulta che il 25 maggio 2026 sia stato ordinato un attentato contro la sede di “Sicily By Car”, autorizzando Piazza a collaborare con altri complici.
Solo due tra le numerose vittime delle estorsioni hanno denunciato le richieste di pizzo. Uno di loro ha raccontato agli investigatori di aver ricevuto una richiesta iniziale di 5.000 euro, poi ridotta a 3.000 euro, versata in due rate. Ha fornito anche immagini degli estortori durante la consegna del denaro, contribuendo così all’identificazione di Andrea Perugia e Massimiliano Clemente, tra i fermati, che avrebbero minacciato la vittima di conseguenze gravi in caso di mancato pagamento.
L’associazione Addiopizzo, commentando il blitz, ha sottolineato l’importanza della collaborazione di commercianti e imprenditori nel contrasto all’estorsione mafiosa e ha ribadito la necessità di investimenti pubblici per il risanamento sociale e la lotta alla povertà, condizioni dalle quali si alimentano la criminalità e l’illegalità nel territorio.
L’operazione segue una precedente indagine con cui a giugno erano stati fermati otto giovani accusati di agire per conto del racket delle estorsioni.
