La nuova piramide alimentare statunitense, presentata durante una conferenza stampa alla Casa Bianca il 7 gennaio, stabilisce un maggiore rilievo per le proteine di alta qualità come carne rossa, uova e latticini interi, riducendo invece l’importanza degli alimenti ultra-processati, degli zuccheri aggiunti, dei carboidrati raffinati e dei grassi trans. Le linee guida promuovono quindi cibi reali e nutrienti, e viene segnalata la fine della ‘guerra ai grassi saturi’. Sebbene i nuovi orientamenti aumentino l’attenzione su questi grassi, resta valido il limite che il consumo di grassi saturi in generale non debba superare il 10% delle calorie quotidiane totali.

Gli esperti, tuttavia, sottolineano rischi collegati a un consumo eccessivo di grassi saturi, tra cui l’incremento del colesterolo LDL, considerato fattore di rischio per malattie cardiovascolari. Secondo i dietisti, la quantità di grassi saturi tollerati varia da persona a persona, in relazione a fattori come età, sesso, livello di attività e predisposizione genetica. Per chi ha un rischio cardiovascolare elevato, l’American Heart Association suggerisce un limite ancora più basso: meno del 6% delle calorie totali.

Alcuni specialisti richiamano l’attenzione sul diverso impatto dei vari alimenti: i latticini interi, specie i formaggi, sono associati a un indice di massa corporea più basso e a una minore incidenza di diabete e demenza. Tuttavia, si raccomanda moderazione, in particolare per chi presenta valori elevati di colesterolo. I cibi fermentati a base di latte risultano metabolicamente più favorevoli rispetto a burro o panna, mentre un consumo eccessivo di grassi da latticini può sostituire fonti di grassi più salutari.

Gli esperti raccomandano di prediligere cibi minimamente lavorati: ad esempio, è meglio scegliere una coscia di pollo rispetto a un hot dog, che contiene additivi e grassi meno salutari. Carni rosse non lavorate possono essere inserite nella dieta in quantità moderate, accanto a vegetali ricchi di fibre e cibi poco processati. I grassi insaturi quali olio extravergine di oliva, noci, semi, avocado e pesci ricchi di omega-3 dovrebbero essere preferiti come principali fonti di grassi, perché supportano meglio i profili lipidici e la salute cardiovascolare.

I nutrizionisti concordano sulla necessità di un approccio personalizzato all’alimentazione e invitano a concentrarsi sul quadro generale della dieta: più vegetali con molte fibre, proteine magre e una riduzione degli zuccheri aggiunti sono strategie ritenute fondamentali per migliorare la salute.