Le liste d’attesa nella sanità pubblica si allungano non solo per la carenza di personale, ma anche a causa di un’eccessiva prudenza nella prescrizione di esami medici non sempre necessari. Questa tendenza provoca sovradiagnosi, spreco di risorse e ritardi per chi ha reali urgenze. Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con le società scientifiche, stanno lavorando alla stesura e diffusione di Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale per guidare medici e sistemi di prenotazione verso prescrizioni più opportune.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha evidenziato la presenza di un elevato tasso di richieste inappropriate di esami, sottolineando che spesso è difficile per i medici respingere tali richieste. Attualmente sono disponibili online circa venti documenti con indicazioni specifiche, e altri sono in fase di pubblicazione. Esempi specifici sono l’ecografia dell’addome completo, tra le prestazioni più richieste e soggette a over-use, e la PET per il tumore alla prostata, i cui usi impropri aumentano le liste d’attesa e l’esposizione dei pazienti a radiazioni.
Le raccomandazioni indicano che alcune indagini, come l’ecografia addominale effettuata senza sospetto diagnostico o ripetuta senza motivo, sono spesso inutili o addirittura controproducenti perché possono generare altri esami non necessari. Analogamente, nel caso della PET con radiofarmaci prostata-specifici (PET PSMA), si registra un aumento non giustificato delle prescrizioni rispetto alle linee guida, preferendo invece ricorrere inizialmente all’imaging convenzionale.
Un ulteriore documento riguarda la sindrome del tunnel carpale: qui si suggerisce l’ecografia come esame di prima scelta, mentre la risonanza magnetica, più costosa, è da riservare a casi selezionati. Le nuove raccomandazioni si pongono come orientamento pratico per una maggiore appropriatezza delle prescrizioni, una linea guida meno stringente rispetto a un precedente decreto che nel 2015 aveva indicato 208 prestazioni a rischio inappropriatezza.
