Un gruppo bipartisan di senatori statunitensi è vicino a presentare un piano per affrontare il problema dell’aumento dei costi sanitari. Tuttavia, permangono forti divergenze sulla questione delle restrizioni riguardanti l’uso di fondi pubblici per l’aborto, secondo quanto previsto dall’emendamento Hyde. Da una parte i repubblicani sostengono che Obamacare non rispetti completamente tale normativa, mentre i democratici non ritengono necessarie modifiche. Il presidente Donald Trump ha recentemente invitato i repubblicani della Camera a essere più flessibili sull’argomento, scatenando reazioni contrarie dai repubblicani al Senato.

La proposta, frutto del lavoro dei senatori Susan Collins (R-Maine) e Bernie Moreno (R-Ohio), sarebbe una soluzione temporanea di due anni. Prevede l’estensione dei sussidi sanitari scaduti per altri due anni e l’allungamento del periodo di iscrizione al mercato Obamacare fino al 1° marzo. Nel primo anno verrebbe introdotto un tetto di reddito, requisito eliminato sotto la precedente amministrazione, e un pagamento minimo di 5 o 60 dollari per prevenire frodi. Sono previste multe di 100.000 dollari per le compagnie assicurative che favoriscano volontariamente frodi o iscrizioni senza consenso.

Nel secondo anno i cittadini potrebbero scegliere tra mantenere i sussidi oppure optare per un piano sanitario basato su conti di risparmio per la salute (HSA), un punto sostenuto dai repubblicani e dal presidente Trump. Inoltre, il piano includerebbe il ripristino dei pagamenti per la riduzione della compartecipazione alle spese, misura che secondo il Congressional Budget Office ridurrebbe dell’11% i premi assicurativi per chi aderisce al sistema.

Resta tuttavia da sciogliere il nodo dei finanziamenti pubblici per le interruzioni di gravidanza, aspetto che minaccia la piena approvazione della proposta.