La procedura scritta per l’adozione formale dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur – che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – si è conclusa positivamente a Bruxelles, dopo il voto favorevole espresso dalla maggioranza qualificata degli ambasciatori dei 27 Stati membri. L’accordo sarà firmato il 17 gennaio in Paraguay. Il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, ha definito l’intesa storica, sottolineando che garantirà accesso preferenziale al mercato UE, il terzo più grande del mondo. Il 99% delle esportazioni agricole del Mercosur ne beneficerà.

Gli ambasciatori UE hanno anche confermato con il Parlamento europeo le clausole di salvaguardia, abbassando dal 8% al 5% la soglia per l’avvio di indagini sui prodotti agricoli sensibili, una modifica voluta dall’Italia per proteggere il settore agricolo. L’accordo è stato approvato nonostante l’opposizione di Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda; il Belgio si è astenuto.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato i vantaggi dell’accordo per l’Europa: circa 60.000 aziende europee, metà delle quali piccole e medie imprese, esportano già verso il Mercosur e potranno beneficiare dell’abbattimento dei dazi e di procedure doganali semplificate. L’intesa include il riconoscimento di 350 indicazioni geografiche europee e prevede maggiori controlli sulle importazioni.

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha definito l’intesa una giornata storica per il multilateralismo e per il commercio internazionale, poiché coinvolge complessivamente 718 milioni di persone e un PIL di oltre 22 trilioni di dollari.

Il ministro italiano dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha espresso soddisfazione per l’accordo, evidenziando la creazione di un fondo da 6,3 miliardi di euro a sostegno del settore in caso di turbative di mercato, la riduzione dei dazi sui fertilizzanti e il rafforzamento dei controlli. Lollobrigida ha rimarcato il ruolo dell’Italia nell’ottenere maggiori tutele per gli agricoltori e l’incremento dei fondi della PAC.

Tuttavia, non mancano le critiche. La Lega conferma la sua storica contrarietà all’accordo, evidenziando i rischi per il settore agricolo italiano. Coldiretti, pur riconoscendo i progressi sulle clausole di salvaguardia, giudica insufficienti i requisiti di reciprocità sugli standard produttivi e sanitari dei prodotti importati, e chiede l’introduzione di regole efficaci a tutela delle imprese europee.

Confindustria, invece, valuta positivamente l’intesa, considerando l’accordo strategico per la competitività dell’industria europea e italiana, con la prospettiva di export in crescita e garanzie di protezione per i comparti più sensibili.

In concomitanza con la notizia dell’accordo, in diversi paesi europei si svolgono proteste degli agricoltori. A Milano, decine di trattori hanno bloccato il traffico davanti al Consiglio regionale, chiedendo prezzi equi e norme di reciprocità. Analoghe proteste e blocchi stradali si registrano in Spagna, dove il movimento Revolta Pagesa denuncia i rischi per la sopravvivenza del settore agricolo europeo e la concorrenza delle importazioni extra-UE.