A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e dell’emissione di cenere vulcanica, l’aeroporto di Catania ha esteso la chiusura degli spazi aerei al settore B3 e ha sospeso tutte le partenze e gli arrivi fino alle 2 del 14 agosto. La società di gestione Sac invita i passeggeri a verificare lo stato dei voli presso le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto.

Dal giorno 8 all’11 agosto sono stati cancellati circa 700 voli tra arrivi e partenze. Oggi sono previste altre 52 cancellazioni. Più di 400 voli sono stati riprogrammati su altri aeroporti: oltre 100 su Comiso (che questa mattina è tornato operativo dopo una chiusura dovuta anch’essa alla cenere), una cinquantina su Palermo, 22 su Trapani e alcuni su Lamezia Terme. Decine di migliaia di passeggeri sono rimasti a terra e la maggior parte delle persone in aeroporto aspetta gli autobus diretti ai vari scali.

Assoesercenti stima i danni economici per il settore turistico tra 12,8 e 24 milioni di euro e propone una gestione programmata delle emergenze e la creazione di una cabina di regia permanente. Il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci ricorda che la vicinanza dell’aeroporto all’Etna rappresenta da tempo una criticità e riporta una vecchia proposta di delocalizzazione dello scalo, rimasta allora senza seguito.

Le dichiarazioni del ministro hanno acceso il dibattito politico: il deputato Davide Faraone ha chiesto interventi concreti per l’aeroporto di Catania; Anthony Barbagallo (Pd) critica la gestione emergenziale della Sac, definendola inadeguata. Roberta Schillaci (M5s) chiede il cambio dei vertici Sac per la mancanza di strategie. Il presidente della Regione Schifani precisa che, pur non avendo competenze dirette, la Regione sta attivando collegamenti straordinari e collaborando con la Protezione Civile.

Intanto l’attività vulcanica prosegue con forti boati, emissione di cenere e flussi lavici nella Valle del Bove. La situazione attira numerosi turisti e curiosi, tanto che le guide registrano domande superiori all’offerta. Secondo Stefano Branca, direttore del dipartimento Vulcani dell’Ingv, è impossibile prevedere la durata dell’eruzione; i disagi nell’aeroporto dipendono dalla direzione dei venti.