Gavin Glasenapp, ex veterano delle forze speciali dell’esercito degli Stati Uniti con 20 anni di servizio e 12 missioni di combattimento, si è rivolto al Congresso per chiedere che agli ex operatori delle forze speciali venga riconosciuto il permesso di porto d’armi occulto valido a livello nazionale, simile a quello già concesso agli ex agenti delle forze dell’ordine. A sostegno della proposta è stato presentato il disegno di legge Special Operations Forces Concealed Carry Act sia al Senato da Tim Sheehy che alla Camera da Pat Harrigan. Glasenapp ritiene che questi veterani siano particolarmente addestrati e selezionati, anche grazie a una formazione continua sulle armi da fuoco e alla capacità di adattarsi a regole differenti in diversi contesti giuridici e paesi. Attualmente, la normativa federale nota come LEOSA consente solamente agli ex appartenenti alle forze dell’ordine di portare armi in modo occulto su tutto il territorio nazionale, facilitando viaggi attraverso stati con leggi diverse sul possesso e porto d’armi.
Il disegno di legge del Senato, a differenza di quello della Camera, richiede agli ex operatori delle forze speciali una certificazione annuale delle competenze di tiro a livello di servizio attivo, oltre al completamento di un corso del Dipartimento di Giustizia sull’uso legittimo della forza. Glasenapp, ora manager presso Delta Defense per la U.S. Concealed Carry Association (USCCA), sostiene invece che la formazione annuale obbligatoria non sia necessaria per operatori che hanno svolto la loro carriera perfezionando costantemente tali abilità, pur raccomandando un costante aggiornamento volontario.
Nell’articolo si cita inoltre un recente caso in Idaho in cui un passante armato, addestrato per il porto occulto, è intervenuto con successo durante una sparatoria, confermando l’importanza della prontezza e dell’addestramento nella gestione di minacce reali. Glasenapp sottolinea che il comportamento richiesto ai civili armati differisce da quello in ambito militare, sia per le responsabilità legali che per la necessità di conoscere e rispettare regolamenti diversi di stato in stato. Egli sostiene anche una semplificazione normativa in favore di un riconoscimento reciproco del porto d’armi tra gli stati federali americani, rilevando la complessità attuale per chi viaggia armato.
Il testo riporta infine che per essere considerato “operatore speciale qualificato”, secondo la proposta, è necessario aver superato la selezione per le forze speciali e aver mantenuto una specializzazione riconosciuta dal Comando delle Forze Speciali USA.
