La base militare di Ali Al Salem in Kuwait, che ospita anche il contingente italiano, è stata nuovamente colpita da un attacco di droni iraniani, il quarto episodio in due settimane. Durante l’attacco è stato distrutto un drone da ricognizione Predator/Reaper della task force aeronautica italiana, considerato essenziale per le attività operative della missione. Non si registrano feriti tra i militari italiani, grazie anche al fatto che, nelle ultime settimane, il personale è stato ridotto al minimo indispensabile per questioni di sicurezza, passando da 321 unità a poche decine.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato che la perdita del velivolo non incide sulla sicurezza del personale e che non è previsto alcun ritiro, sebbene le missioni proseguano con numeri ridotti e molte attività di addestramento siano sospese.

Negli ultimi attacchi alla base, erano già stati danneggiati rifornimenti di carburante, infrastrutture logistiche, operative e due caccia F2000 italiani, uno dei quali inutilizzabile. Altri attacchi hanno coinvolto anche la base di Camp Singara a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove un autocarro italiano è stato distrutto da un drone. I militari italiani in Iraq e Kuwait fanno parte della missione ‘Prima Parthica’, attiva dal 2014 come supporto alla coalizione internazionale contro Daesh.

Attualmente è in valutazione la possibilità di inviare nuovamente il sistema missilistico Samp-T nelle basi del Golfo per la difesa aerea, misura che comporterebbe l’impiego di circa settanta militari specificamente addestrati. Rimane invece probabile l’invio di sistemi anti-drone per rafforzare la protezione delle installazioni.

Nel frattempo, sul fronte libanese, pur non essendo coinvolti direttamente in recenti attacchi, le autorità mantengono alta la vigilanza sulla sicurezza dei 1.300 militari italiani impegnati nella missione Unifil. Un’unità navale è già operativa nell’area, pronta ad attuare eventuali piani di evacuazione se richiesto dalle Nazioni Unite. A completare la presenza italiana nella regione vi sono la fregata ‘Martinengo’ al largo di Cipro e la ‘Rizzo’ nel Mar Rosso, in attesa di future decisioni sulla missione Aspides.