È scontro tra il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo le recenti dichiarazioni di de Lucia sulle condizioni delle carceri. Il magistrato, durante un incontro sul fenomeno del racket, ha affermato che le carceri non sarebbero più sotto il controllo dello Stato, ma delle organizzazioni criminali, sostenendo che le rivolte non avvengono solo per scelta dei detenuti e per gli interessi di questi gruppi. A queste affermazioni, Nordio ha replicato duramente, definendole di una gravità inaudita e come un’offesa al corpo della polizia penitenziaria, ribadendo che eventuali anomalie non possono essere generalizzate a livello nazionale.

Le dichiarazioni di de Lucia derivano anche da indagini della procura di Palermo che hanno evidenziato casi di acquisto di munizioni dai carceri, e l’organizzazione di danneggiamenti e richieste di pizzo gestiti da detenuti. Ha sottolineato il sovraffollamento delle carceri e la presenza di molti tossicodipendenti che, secondo lui, non dovrebbero essere reclusi.

Anche la situazione esterna preoccupa: a Palermo si sono verificati attentati e episodi di violenza collegati a una nuova ondata del racket. La procura ha arrestato alcuni responsabili e indaga sugli autori dei fatti. De Lucia ha commentato anche l’ipotesi proposta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di impiegare l’esercito in città, affermando che i compiti delle forze armate sono diversi da quelli della polizia e che ricorrere all’esercito non può essere un alibi per mancate soluzioni strutturali.

Il procuratore ha segnalato la presenza di armi pesanti e da guerra a Palermo, come bombe a mano e kalashnikov, molte delle quali provenienti da diversi scenari di conflitto internazionali. Ha inoltre precisato che il fenomeno delle estorsioni riguarda ormai tutte le aree della città, in particolare le periferie, e che in zone come il quartiere San Lorenzo sarebbe in atto una strategia mafiosa finalizzata al ritorno alla violenza per ristabilire il controllo sul territorio.