La morte della piccola Alessandra, quattro anni, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024 a Tufino, in provincia di Napoli, è stata segnata da denutrizione, malattie non curate, condizioni di abbandono e violenze. Secondo la procura di Nola, sono stati arrestati e accusati di omicidio aggravato gli zii della bambina, ai quali era stata affidata dal padre naturale, privo di una dimora stabile. In quel periodo il tribunale dei Minori stava valutando la capacità genitoriale di entrambi i genitori, separati e in conflitto per la custodia della figlia, mentre l’udienza definitiva per probabilmente affidare Alessandra alla nonna materna era prevista per marzo 2024, troppo tardi per salvarla.
Le indagini dei carabinieri hanno evidenziato dichiarazioni discordanti degli zii e riscontrato gravi condizioni sul corpo della bambina: stato di denutrizione, una frattura non curata, ustioni e piaghe da decubito. Questi elementi hanno portato alla diagnosi di “child neglect” e al decesso dovuto a una grave patologia polmonare aggravata dal quadro clinico complessivo. Gli zii arrestati, una coppia con tre figli (di 12, 11 e 2 anni), tenevano anche questi ultimi in condizioni di abbandono e sporcizia. La figlia maggiore era costretta a occuparsi dei fratelli e della cugina, ma nessuna denuncia era stata presentata dai vicini prima della tragedia.
Nel settembre 2024, tuttavia, una relazione dei servizi sociali descriveva Alessandra come serena e in buona salute, in netto contrasto con quanto emerso nell’inchiesta, che ha poi portato il tribunale dei Minori a sottrarre i tre figli alla coppia arrestata. Il caso si è verificato in un rione popolare di Tufino, dove – secondo quanto dichiarato dal sindaco Michele Arvonio – è difficile individuare situazioni di disagio sociale e familiare, spesso nascoste dagli stessi interessati.
