La commissione Bilancio del Senato ha esaminato un nuovo emendamento del governo alla manovra, con diverse misure per le imprese, i lavoratori e i progetti infrastrutturali. Tra le principali novità, vengono allocate risorse per i crediti d’imposta Transizione 5.0 e ZES, il rifinanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina, fondi per il Piano casa e modifiche al trattamento di fine rapporto (Tfr).

Sono stati confermati 1,3 miliardi di euro destinati al credito d’imposta Transizione 4.0, dopo che i fondi precedenti erano esauriti, e fino a 532,64 milioni per le aziende che hanno richiesto il credito ZES unica. Le aliquote relative alla ZES vengono inoltre aumentate per agricoltura, pesca e acquacoltura.

L’emendamento introduce un contributo di 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, che dovranno versare ogni anno dal 16 novembre un acconto pari all’85% del contributo dovuto per l’anno precedente. Dal 2026 viene incrementato dello 0,1% annuo il tetto per la spesa farmaceutica per acquisti diretti; la copertura di 140 milioni di euro annui sarà garantita riducendo il Fondo per i farmaci innovativi da 1,3 a 1,16 miliardi a partire dal 2026.

Per quanto riguarda il Tfr, dal 2026 vengono ampliati i soggetti tenuti al versamento al Fondo Inps: saranno incluse le imprese che negli anni successivi all’avvio raggiungono almeno 50 dipendenti. In via transitoria, tra 2026-2027 l’obbligo si applicherà alle aziende con almeno 60 dipendenti, mentre dal 2032 scenderà a chi ne ha almeno 40.

Dal luglio prossimo viene introdotto un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti, che potranno rinunciare entro 60 giorni o scegliere un fondo diverso. Secondo le stime, potrebbero essere interessati 2,5 milioni di lavoratori con un totale retributivo attorno a 64 miliardi di euro, cifra che salirà con l’estensione nel 2032. L’adesione automatica riguarderà circa 100mila lavoratori l’anno, con un incremento di 25mila l’anno.

L’emendamento sopprime inoltre la norma che consentiva il pensionamento di vecchiaia anticipato tramite la cumulabilità di importi maturati con la previdenza complementare, introdotta nella precedente legge di bilancio: il risparmio stimato sarà fino a 130,8 milioni di euro nel 2035.

Sono ridotti i fondi per il Piano casa a 100 milioni annui per il 2026-2027, rispetto agli iniziali 300 milioni nel biennio, mentre il Fondo Occupazione riceverà 300 milioni nello stesso periodo. Il rifinanziamento delle opere pubbliche viene portato a 1,1 miliardi nel 2026-2027 (da 1,2 miliardi precedenti). Gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina ammontano a 780 milioni, spostati al 2032 e 2033.

Il Partito Democratico segnala che restano i tagli alle metropolitane di Roma (Metro C), Milano (M4) e Napoli (Napoli-Afragola) e critica il mancato accoglimento delle proprie proposte di emendamento sul tema.

Infine, viene introdotto un bonus per le scuole paritarie fino a 1500 euro nel 2026.