Il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, in audizione davanti alla commissione Antimafia, ha riferito del crescente interesse della mafia per armi provenienti dall’area balcanica e per armamenti sofisticati, come droni lanciamine reperibili sul mercato nero conseguente alla guerra tra Russia e Ucraina. Ha segnalato inoltre come, sia a Palermo sia in altri territori, ci sia il tentativo di ricostituire arsenali di qualità superiore. Il procuratore ha evidenziato la criticità dell’ingresso di telefoni cellulari nelle carceri, precisando che spesso i detenuti mafiosi ne sono subito dotati, situazione che coinvolge tutti gli istituti di pena. Ha indicato che il regime 41 bis è efficace, ma il vero problema riguarda i detenuti in alta o media sicurezza che, pur non essendo capi, continuano a comunicare con l’esterno grazie ai cellulari, rendendo inefficace la custodia cautelare e minando la credibilità dello Stato verso chi collabora con la giustizia. Nelle carceri di Palermo Pagliarelli e Ucciardone, tra il 2025 e il primo semestre del 2026, sono stati trovati 297 telefoni cellulari, con centinaia di altri casi in tutta la Sicilia, e molti altri dispositivi probabilmente non sono stati individuati. De Lucia ha sottolineato che permettere ai mafiosi di gestire le proprie attività dal carcere annulla il lavoro investigativo e ha auspicato il rafforzamento della polizia penitenziaria. Il procuratore ha inoltre evidenziato che l’uso di jammer nelle città per bloccare le comunicazioni non è praticabile e ha chiesto un miglioramento del regime di alta sicurezza. Durante l’audizione è stata ricordata la cattura di 18 favoreggiatori di Matteo Messina Denaro e le indagini relative all’ingente patrimonio del boss, con recenti sequestri per circa 200 milioni realizzati con la collaborazione di sette Stati esteri. De Lucia ha chiesto che alcuni dettagli delle indagini restino segreti. In avvio di seduta, il deputato Pd Giuseppe Provenzano ha espresso solidarietà a De Lucia dopo le polemiche nate in seguito a dichiarazioni del ministro della Giustizia sulle carceri italiane.
L’allarme del procuratore Antimafia di Palermo: ‘La mafia vuole acquistare droni lanciamine’
