Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha richiesto maggiore prudenza alle banche nel concedere prestiti a causa dell’incertezza legata a guerra e possibili aumenti dei tassi d’interesse. Ha però messo in guardia contro una restrizione eccessiva del credito, sottolineando l’importanza di indirizzare le garanzie pubbliche solo a casi di fallimento di mercato e a favore di aziende realmente meritevoli ma in difficoltà di accesso ai finanziamenti. Panetta ha auspicato che i vantaggi delle garanzie vadano effettivamente ai destinatari finali.
La Banca d’Italia ha effettuato verifiche sui rischi connessi ai prestiti garantiti, condividendo valutazioni e possibili interventi con le autorità competenti. Secondo Panetta, l’economia italiana ha dimostrato capacità di resistenza dal 2019, anche se recentemente si registra un rallentamento dovuto a tensioni geopolitiche, dazi e difficoltà nell’economia tedesca. Il conflitto nel Golfo Persico ha ulteriormente aggravato la situazione e, in scenari negativi, l’attività economica potrebbe stagnare o contrarsi nei prossimi mesi.
Panetta ha ribadito che senza un aumento della produttività l’Italia rischia di restare su tassi di crescita modesti e ha invitato a investire per la crescita e la riduzione del debito pubblico, liberando così risorse per spesa sociale e sviluppo. Nella sua analisi, il governatore ha osservato che l’area euro sta già soffrendo per l’aumento dei prezzi al consumo dovuto allo shock energetico, e potrebbe necessitare un aggiustamento nella politica monetaria per evitare tensioni inflazionistiche. Ha riconosciuto che l’Europa sta cominciando a rispondere alle sfide globali e ha bisogno di agire con più rapidità e unità, valorizzando risparmi, capacità produttive e competenze scientifiche.
Panetta si è espresso favorevolmente verso fusioni bancarie che possano creare gruppi solidi, competitivi e in grado di offrire servizi migliori a costi ridotti, diventando più simili agli altri principali sistemi bancari europei. Ha sottolineato che il successo per il Paese dipenderà dalla capacità di garantire opportunità ai giovani, ricordando che tra il 2020 e il 2024 centomila giovani hanno lasciato l’Italia e che la spesa per l’istruzione è inferiore alla media UE. Ha evidenziato il rischio di un circolo vizioso causato dalla carenza di investimenti in capitale umano e innovazione.
Infine, Panetta ha evidenziato la centralità della transizione tecnologica: intelligenza artificiale, robotica e innovazioni stanno trasformando i processi produttivi, ma occorre una gestione attiva per garantire che i benefici siano diffusi e non concentrati. In scenari estremi di prolungamento della crisi in Medio Oriente, la crescita dell’eurozona nel biennio 2026-27 potrebbe essere ridotta e l’inflazione superare il 6%, secondo le analisi della BCE. Se invece lo shock energetico fosse assorbito velocemente, la crescita potrebbe attestarsi allo 0,9% nel 2026 con un’inflazione al 2,6%, per poi tornare agli obiettivi successivamente.
