Un cittadino congolese residente a Cagliari, rientrato nei giorni scorsi da Kinshasa dopo aver fatto scalo al Cairo e Fiumicino, è stato ricoverato con sintomi riconducibili all’Ebola. I campioni prelevati sono stati inviati all’Istituto Spallanzani di Roma e i risultati sono attesi per lunedì. L’uomo aveva visitato parenti nel suo paese natale e ha iniziato a sentirsi male pochi giorni dopo il rientro. L’allerta è partita dalla Asl, che ha provveduto al trasferimento in ospedale con procedure di sicurezza: in via Manno, nel centro di Cagliari, la strada è stata chiusa per un’ora durante l’intervento di emergenza, coinvolgendo anche polizia e vigili del fuoco. Il paziente è ora in isolamento e, in caso di positività, sarà trasferito allo Spallanzani di Roma, struttura di riferimento nazionale.

Il ministero della Salute sottolinea che il rischio di diffusione in Italia resta molto basso. Finora, tutti i precedenti test su casi sospetti – inclusa una chirurga e due pazienti a Milano – sono risultati negativi. Intanto, in Congo, Medici Senza Frontiere denuncia gravi ritardi nella fornitura di aiuti e personale medico, mentre nell’area epicentro dell’epidemia, a Bunia, il numero di casi sospetti sale rapidamente e molti campioni attendono di essere analizzati. Secondo l’Africa Centres for Disease Control and Prevention, sono 1.100 i casi sospetti, di cui 263 confermati.

L’Italia ha introdotto misure di controllo straordinarie: chi arriva da Congo e Uganda, anche con scali intermedi, deve dichiarare la propria provenienza entro 24 ore se ha soggiornato nelle zone interessate nei 21 giorni precedenti. I voli a rischio devono atterrare presso il presidio sanitario dell’aeroporto di Fiumicino. Le Regioni sono chiamate a individuare centri di riferimento per la gestione dei casi sospetti e sono previsti cinque livelli di rischio con protocolli di sicurezza relativi, fino al trasporto in biocontenimento per i soggetti ad alto rischio.