Negli Stati Uniti, recenti scandali di frode in Minnesota hanno evidenziato criticità nel sistema di welfare federale. Secondo quanto emerge dalle indagini, diverse organizzazioni non profit, o presunte tali, hanno dichiarato di assistere persone bisognose per ottenere centinaia di milioni di dollari da programmi federali e statali. Questi fondi, destinati a programmi di nutrizione infantile, assistenza alloggiativa e sostegno a minori con autismo, sarebbero stati invece sottratti dai truffatori per fini personali.
Il sistema di welfare degli Stati Uniti comprende circa 90 programmi e supera i mille miliardi di dollari di spesa annuale, la maggior parte proveniente dal governo federale e distribuita agli stati. Questa struttura incentiverebbe l’ampliamento delle liste dei beneficiari, poiché maggiori iscritti comportano maggiori finanziamenti, ma fornisce scarse motivazioni per verificare che i destinatari siano davvero bisognosi.
Durante gli anni della pandemia, il numero di assistiti dichiarati da alcune organizzazioni in Minnesota sarebbe cresciuto in modo sproporzionato, così come i fondi erogati. Lo scandalo non sarebbe stato causato dall’approvazione esplicita della frode, ma da un contesto che premia la crescita delle liste di assistiti senza legare i finanziamenti ai risultati effettivi.
Oltre ai problemi di sprechi e costi insostenibili, il sistema attuale non riesce a intervenire sulle cause profonde della povertà. L’accento è posto sui fondi distribuiti, più che sulla promozione dell’autosufficienza o sulla risoluzione di problematiche strutturali come la mancanza di lavoro e l’instabilità familiare. Alcuni esperti suggeriscono che il welfare attuale possa perfino scoraggiare lavoro e matrimonio, elementi chiave nella lotta alla povertà.
Tra le possibili riforme proposte: introdurre criteri di finanziamento basati sui risultati, come il miglioramento del tasso di occupazione o del reddito dei partecipanti, anziché sul numero di beneficiari. Altra soluzione suggerita è quella di aumentare la quota di finanziamento a carico degli stati, per stimolare una maggiore responsabilità e controllo contro le frodi. Un esempio citato risale al 1996, quando una riforma legò i finanziamenti al trasferimento dei beneficiari al lavoro, ottenendo una diminuzione della povertà.
L’obiettivo delle proposte è rendere il sistema più efficace nella promozione dell’autonomia e nella prevenzione di casi come quello accaduto in Minnesota.
