Nella notte un terremoto di magnitudo 6.1, rivisto dall’Ingv, ha colpito la Calabria e gran parte del Sud Italia. L’evento sismico, tra i più forti registrati nella regione da quando è attiva la rete sismica, si è verificato alle ore 00.12 con epicentro al largo di Amantea, a una profondità di 250 chilometri. L’elevata profondità ha evitato conseguenze gravi, limitando gli effetti a un forte spavento tra la popolazione, in particolare sulla fascia tirrenica cosentina e catanzarese. Molti cittadini sono scesi in strada e alcuni hanno trascorso la notte all’aperto per timore di altre scosse, che però non si sono verificate.
Secondo Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento Terremoti dell’Ingv, la scossa ha origine nella litosfera ionica che si trova nel Mar Tirreno meridionale, una delle porzioni più antiche della crosta terrestre. Questa zona è soggetta a frequente attività sismica a causa del fenomeno della subduzione della litosfera sotto l’Appennino calabro.
Subito dopo il sisma, la Protezione civile regionale e i Vigili del fuoco sono intervenuti ricevendo numerose richieste di informazioni; sono state monitorate tutte le zone coinvolte senza segnalare danni a persone o cose. I controlli delle strutture sono proseguiti tutta la giornata senza riscontrare criticità. Anche l’Unità di crisi del Dipartimento nazionale di Protezione civile ha effettuato verifiche in collaborazione con la regione Calabria, confermando l’assenza di danni. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso gratitudine a Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, e a tutti gli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.
