Secondo i dati recenti del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), le visite al pronto soccorso per morsi di zecca hanno raggiunto i livelli stagionali più alti dal 2017 nella maggior parte delle regioni degli Stati Uniti. Nel mese di aprile 2026, circa 71 su 100.000 accessi in pronto soccorso erano collegati a punture di zecche, contro una media storica di 30 per 100.000. Tra le fasce d’età più colpite si registrano i bambini sotto i dieci anni e gli adulti tra i 70 e i 79 anni.

Negli ultimi trent’anni, l’areale della zecca dai margini neri si è ampliato considerevolmente, comportando un aumento del rischio di malattie come la malattia di Lyme e altre infezioni trasmesse dalle zecche del genere Ixodes. In Ohio, ad esempio, i casi di Lyme sono cresciuti di circa dieci volte nell’ultimo decennio, anche a causa del sovrapporsi delle popolazioni di zecche del Nordest e del Midwest. Anche stati come Virginia e West Virginia, così come zone a sud delle tradizionali aree endemiche, stanno segnalando un aumento sia delle zecche che dei casi di malattia.

La zecca Lone Star, inoltre, si sta spostando verso nord, portando con sé patologie come l’ehrlichiosi e la sindrome alfa-gal, che causa reazioni allergiche gravi al consumo di carne rossa. Studi climatici ipotizzano che l’habitat adatto alla zecca dai margini neri potrebbe espandersi oltre il 200% entro la fine del secolo, raggiungendo anche il Canada.

Tra le cause dell’aumento dell’attività delle zecche e delle malattie trasmesse figurano l’aumento delle temperature, l’umidità, l’addolcimento degli inverni e la ricolonizzazione di aree boschive e prative da parte dell’uomo. Anche il ritorno dei cervi dalla coda bianca, ospiti principali delle zecche adulte, e la presenza di piccoli mammiferi come i topi dai piedi bianchi, riserve del batterio della Lyme, giocano un ruolo decisivo.

Le principali malattie trasmesse da zecche sono la malattia di Lyme (con circa 476.000 diagnosi e trattamenti ogni anno), anaplasmosi, ehrlichiosi, babesiosi (simile alla malaria), sindrome alfa-gal e varie infezioni virali come il virus Powassan, che può causare gravi lesioni neurologiche e ha un tasso di mortalità tra il 10 e il 15%. Tra i sintomi più comuni vi sono febbre, brividi, stanchezza, dolori muscolari e articolari, mal di testa e, nel caso della Lyme, l’eritema migrante (‘bullseye rash’).

Considerata l’assenza di vaccini, la prevenzione è fondamentale. Gli esperti consigliano di usare repellenti approvati (come DEET, picaridina, IR3535 o olio di eucalipto limone), trattare vestiti e attrezzature con permetrina, indossare abiti chiari e coprenti, ispezionare il corpo dopo l’esposizione a zone a rischio, lavarsi entro due ore e rimuovere prontamente eventuali zecche trovate sulla pelle. La trasmissione della Lyme di solito richiede almeno 36 ore di attacco della zecca, mentre virus come Powassan possono essere trasmessi molto più rapidamente.