La commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato il testo della riforma della legge elettorale, che sarà discusso in Aula venerdì e nuovamente a luglio con tempi contingentati per la maggioranza. Il testo, già modificato rispetto alla versione di febbraio, difficilmente subirà ulteriori cambiamenti significativi. Tra le questioni ancora aperte ci sono il tema delle preferenze, che il centrodestra ha rinviato ma sarà riproposto da FdI e Nm in assemblea con voto segreto, il voto dei fuori sede richiesto dalle opposizioni e le circoscrizioni Estero.

Introdotta anche una norma soprannominata ‘anti-Vannacci’ sulla raccolta delle firme: un emendamento di Azione prevede l’esonero dalla raccolta per chi abbia un gruppo parlamentare formato entro il 2025 alla Camera o al Senato, includendo Azione, Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra e Nm, ma non Più Europa. Edoardo Ziello (FnV) ha criticato la misura definendola favorevole al partito di Calenda. I cosiddetti vannacciani hanno contestato la modifica ed espresso malcontento per non essere stati inclusi nell’esonero.

La discussione degli emendamenti in commissione si è fermata a meno della metà delle proposte, con il 49.54% valutate prima che la presidenza chiudesse il dibattito. Il voto finale ha visto il no di tutto il centrosinistra e di Azione, mentre i vannacciani non hanno partecipato. Respinte anche le proposte del centrosinistra sull’alternanza di genere e quelle di Riccardo Magi sulle firme digitali.

Il relatore Angelo Rossi (FdI) ha espresso soddisfazione per l’esito della commissione. Nei piani del centrodestra, la riforma dovrebbe essere approvata alla Camera entro metà luglio e al Senato entro settembre, senza ricorrere alla questione di fiducia. Le opposizioni hanno criticato sia il merito che il metodo, accusando il governo di voler cambiare le regole senza vero confronto. Nel dibattito è intervenuta anche la Lega, che da sempre ha espresso perplessità sulla riforma, replicando alle critiche sulle preferenze. Si fa strada l’ipotesi di elezioni anticipate, mentre in Aula restano da affrontare soprattutto le questioni riguardanti il voto dei fuori sede e le preferenze.