O.J. Oleka, presidente della State Financial Officers Foundation (SFOF), ha denunciato la perdita di circa 6 miliardi di dollari di fondi pubblici a causa di frodi diffuse negli Stati Uniti. Secondo Oleka, la situazione si è aggravata durante l’amministrazione Biden per via dell’allentamento dei controlli su programmi governativi e accesso agevolato ai benefici, facilitando così truffe e abusi. Dall’ultimo rapporto di vigilanza SFOF, nel 2025 gli ufficiali finanziari statali hanno protetto e restituito ai contribuenti 28 miliardi di dollari, individuando anche 5,7 miliardi in sprechi e frodi. Altri 22,3 miliardi sono stati recuperati o generati tramite proventi da investimenti e programmi di proprietà non reclamata.
Oleka sostiene che negli Stati Uniti la frode nel settore pubblico si sia trasformata in una sorta di “industria”, favorita anche da requisiti di ammissione troppo deboli o assenti, specialmente durante il recente mandato presidenziale. Segnalazioni di frodi rilevanti sono emerse in California, Maine, Ohio e Minnesota, incluse truffe ai servizi hospice e abusi nei fondi Medicaid, con decine di milioni di dollari coinvolti e mancanza di interventi efficaci da parte delle autorità locali.
L’attuale amministrazione Trump, attraverso il vicepresidente JD Vance, ha avviato una task force contro la frode, ricevendo l’appoggio di SFOF, che ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare per la tutela delle risorse pubbliche. Oleka evidenzia l’impegno degli ufficiali finanziari statali e di alcune commissioni del Congresso, come quella guidata da James Comer, per rafforzare la lotta alle frodi e implementare soluzioni durature anche con ordini esecutivi. Secondo il presidente di SFOF, è necessario che anche le future amministrazioni continuino questo impegno per proteggere i contribuenti e rendere più efficiente il sistema di aiuti pubblici. Oleka sottolinea inoltre che il contrasto alla frode può contribuire anche a ridurre i costi per i cittadini.
