Al termine del vertice NATO ad Ankara, diversi leader internazionali sono rimasti sorpresi nel trovare tra i regali un’insolita pistola, dono personale del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. La Gumusay 357 Magnum, prodotta negli anni ’90 dall’azienda turca MKE, era personalizzata con i nomi dei destinatari, fornita assieme a sei proiettili, una dedica e un documento che ne esentava l’esportazione dalle abituali restrizioni. Alcuni leader, come il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e l’olandese Rob Jetten, hanno preferito lasciare l’arma in Turchia, mentre altri, tra cui la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro canadese Mark Carney, l’hanno portata via seguendo diverse procedure; Carney, ad esempio, ha lasciato i proiettili in Turchia. In Italia, la pistola è stata presa in consegna dalla sicurezza della premier e poi consegnata e registrata a Palazzo Chigi, secondo le regole che dal 2007 impongono ai capi di governo di non trattenere regali personali. La Commissione Europea, rappresentata da Ursula von der Leyen, ha comunicato che l’arma sarà donata a un museo militare. L’episodio ha sollevato polemiche in Italia da parte di Angelo Bonelli (Avs), che ha criticato il governo per aver gestito la vicenda con riserbo, sottolineando come il dono rifletta una contraddizione tra i messaggi di pace e la consegna di armi tra i leader NATO.
La pistola souvenir regalata da Erdogan spiazza i leader Nato
